Bresciani, ipercitazionisti, nostalgici. Incontro con Lorenzo Lombardi, voce dei Kaufman

Chissà dove vanno le anatre di Central Park quando il laghetto gela, si chiedeva il giovane Holden Caulfield. E chissà se i bagnini d’inverno troveranno altri lavori, si domanda Lorenzo “Kaufman” Lombardi nel nuovo singolo L’età difficile tratto da Belmondo, che è un disco sull’amore ai  tempi dell’ansia e delle spunte blu di Whatsapp e – quindi – un disco su tutti noi. Noi che alla fine di ogni estate ci promettevamo di scriverci decine di lettere credendoci tantissimo e allo stesso tempo sapendo che non saremmo andati oltre la terza. Non si rispondeva alle lettere negli anni ’90, come ci si potrebbe aspettare che oggi si risponda ai Whatsapp? «Le undici canzoni del disco raccontano la fine dell’estate, gli incontri occasionali ai concerti, le promesse di amore eterno, le storie che finiscono, la scoperta del sesso e il senso del tempo che passa e cambia le cose», spiega Lorenzo Lombardi mentre è in tour in giro per l’Italia e si prepara a un 2018 molto intenso. Il disco (etichetta Inri) sta andando forte e qualcuno già parla di lui come del nuovo Tommaso Paradiso. Sarà che li accomuna una certa malinconia e una spiccata capacità di fotografare una generazione («Cos’e’ successo adesso che abbiamo 30 anni e ci siamo ritrovati all’improvviso diversi e la vita ci è scivolata via dalle mani?», canta in Adesso). O sarà semplicemente che l’indie sta diventando sempre più pop.

«Sono un ipercitazionista – racconta Lorenzo Lombardi, 35 anni e studi in ingegneria gestionale – perché credo che utilizzare delle immagini cinematografiche o letterarie sia utile per creare uno sfondo, un campo da gioco, un elemento comune. E così nelle mie canzoni finisce per ritrovarcisi anche chi le ascolta». L’età difficile riprende il titolo da un cortometraggio del 1957 di Truffaut, così come il titolo dell’album Belmondo è un omaggio all’attore Jean Paul, simbolo della Nouvelle Vague e di un modo spericolato e malinconico di raccontare la vita e l’amore, in equilibrio tra gli opposti, tra la spensieratezza e la malinconia, tra il prendersi e il lasciarsi fino all’ultimo respiro. Ma c’è spazio anche per il cantante dei Cure («è venerdì e sono innamorato come Robert Smith») e Francesco De Gregori («le mie labbra continuo a spedirle a questo indirizzo, se ti va»). E poi c’è Andy Kaufman, il comico americano che ha ispirato il nome della band.

«Suoniamo insieme da tre anni – dice – ma da sempre giriamo attorno alla scena musicale bresciana». Proprio lì, in un Natale, è nata L’età difficile: «A Brescia nevicava – racconta – e ho sentito una sorta di nostalgia dell’estate. Mi è venuta in mente un’immagine: le spiagge in inverno, con gli ombrelloni chiusi sulla riviera romagnola. E una domanda: ma quei bagnini, bruciati dal sole, che hanno sempre le ragazze intorno, che cosa faranno adesso? Mentre scende la neve, quando fa freddo. Sarà, ma io non riesco a immaginarmeli che fanno altri lavori, senza più abbronzatura, magari vestiti. Mi sembrerebbe una sconfitta, una cosa triste. I bagnini mi sembrano parte di un immaginario, come l’estate stessa, come l’adolescenza, come gli amori di agosto: bellissimi perché durano un attimo e sono, se ci pensi, molto molto lontani dalla vita reale».

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