Yolo / Musica

Voglio vedervi ballare

11.01.2018

Melodie pop, il parlato distratto, la cassa dritta. Il primo, grande disco del 2018, è “Cosmotronic”, il terzo lavoro di Cosmo. Un doppio album intelligentemente menefreghista che vi farà cantare e danzare (preparatevi al tour, dal 17 marzo)

Cosmotronic parte di colpo. Non ha un intro, un momento d’attesa, una crescita. Inizia così, diretto, in media res, senza sconti. Uno spintone di un amico con cui si scherza con foga. Qualcosa di intimo che strattona, sporca, fa perdere i sensi. Cosmotronic è un disco di contrasti accesi, un cielo scuro dove esplodono fuochi d’artificio. Basta l’ascolto della traccia d’apertura, la frastornante Bentornato, per capire che cosa accade in questo universo. C’è la melodia pop e il parlato distratto, la cassa dritta e i piatti della celebre Roland TR909, un suono di modulare che corre e l’apertura che ci porta a cantare e ballare, contemporaneamente.
Un’anima europea, dancereccia, drogata di emozioni, e una più italiana, intima, sensuale. Uno convivenza che si manifesta in questo doppio album: uno di canzoni, uno di produzioni. Anche se la distinzione non è così netta come le tracklists vorrebbero farci credere. Torniamo agli anni ’90, ai grandi classici elettronici che diventano pop, alla liberazione del corpo, della mente. Rispetto ai primi due lavori, c’è qualcosa di nuovo, una vena che ora si fa più forte, più audace. Cosmo, infatti, in questo ultimo anno, ha iniziato la propria carriera da dj mettendo dischi nelle serate Ivreatronic, un collettivo/etichetta discografica di musica club-oriented di cui è uno dei fondatori. Siamo passati dalle visioni acide di Ho visto un dio all’empatia psicoattiva de L’amore, in un’evoluzione allucinogena che da Battisti è arrivata agli Underworld. Cosmotronic è qualcosa di matto, dada, come il citato Tristan Tzara, il cui nome dà titolo al brano con il ritornello più malato, paralizzante, distruttivo dell’album: «Festival / polizia-polizia / Festival / pizzeria-pizzeria / Festival / grazie a Dio, grazie a Dio».
Com’era successo, prima con Disordine, e in seguito con L’ultima Festa, Cosmo spinge un po’ più in là i confini del possibile per la musica pop italiana, entrando a gomiti alti sulla scena musicale italiana, pestando piedi, in un danzare disordinato e intelligentemente menefreghista, come gran parte dei suoi testi.
Il 21 febbraio Cosmo darà via al tour europeo e il 17 marzo a quello italiano. Prima data, Bologna; tra gli altri appuntamenti: il 24 marzo a Milano, il 30 a Torino, il 6 aprile a Roma. Le date, oltre al canonico live, si dilungheranno in serate clubbing con dj e ospiti, in un perpetuo flusso sonoro: come se quell’ultima festa non finisse mai.

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