Journal / Design

Design sovietico a Bruxelles

22.01.2018

Giocattoli in plastica, anni 60

Moscow Design Museum сollection

A sessant’anni dall’Expo 58 che portò nella capitale belga l’avanguardia del mondo, Urss compresa, torna sotto l’Atomium l’estetica rossa con “Soviet Design. Read Wealth”, «il modo di vivere sovietico dall’Urss del Dopoguerra ai Giochi olimpici del 1980». Una mostra al museo Adam dal 24 gennaio

L’Urss torna sotto l’Atomium di Bruxelles, 60 anni esatti dopo la partecipazione della delegazione sovietica all’Expo 58, l’Esposizione universale che portò nella capitale belga l’avanguardia del mondo di allora. Con tanto di Guerra fredda, seppur proprio negli anni della destalinizzazione di Nikita Chruščёv (si può anche leggere, per avere un’idea, il romanzo Expo 58 di Jonathan Coe). Portò anche una raffigurazione gigantesca dei 9 atomi che compongono un cristallo di ferro che, ristrutturato nel 2006, ancora rimane una delle attrazioni della città: l’Atonium. Accanto, sorge dal 2016, l’Art & Design Atomium Museum: Adam, per gli amici, un museo del design che raccoglie la collezione di oltre duemila oggetti in plastica raccolti da Philippe Decelle. E organizza mostre temporanee. Quella che apre il 24 gennaio, fino al 21 maggio, è dedicata all’estetica sovietica: Soviet Design. Read Wealth. «Il modo di vivere sovietico dall’Urss del Dopoguerra ai Giochi olimpici del 1980», recita il sottotitolo.

“Technical Aesthetics”, magazine pubblicato dal 1964 al 1992 dal Vniite, l’istituto sovietico del design industriale

Moscow Design Museum Collection

Oltre 600 pezzi provenienti dal Moscow Design Museum e da collezioni private comprendono pezzi industriali, prototipi, esempi di grafica, disegni tecnici. Come la radio Kometa MG-201, prodotta dal 1965 al 1968 nella Tocmash di Novosibirsk, la macchina da cucire Tula del 1955, le copie del magazine Technical Aesthetics pubblicato dal 1964 al 1992 dal Vniite, l’istituto sovietico del design industriale (All-Union Scientific Research Institute for Technical Aesthetics). Proprio questo soggetto, creato nel 1962 dal designer Yuri Solviev, fu chiamato a migliorare l’estetica della produzione di massa in un Paese forte nel design teoretico, con un’apertura anche verso il mondo occidentale. La carrellata storica si interrompe alla fine degli anni 80 con la fine dell’Unione Sovietica.

Macchina da cucire Tula, 1955 (fabbrica Tulskiy)

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Kometa MG-201, 1965-1968 (fabbrica Tocmash, Novosibirsk)

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Ferro da stiro UE4, 1967 (fabbrica Kharkov)

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Kometa MG-201, 1965-1968 (fabbrica Tocmash, Novosibirsk)

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Grammofono elettrico Volga, 1957 (fabbrica Saratovskiy)

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Lounge Chair, 1971 (fabbrica di mobili Shatura)

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Orso olimpico, 1980 (fabbrica di porcellana di Dulevskiy_Porcelain_Factory

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Radio a transistor Spidola. 1960-1962 (fabbrica Vef Radio, Riga. Design: Adolf Irbitis)

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Televisore Electronica VL-100, 1969-1977 (fabbrica Mezon, Leningrad)

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Radio a transistor Spidola. 1960-1962 (fabbrica Vef Radio, Riga. Design: Adolf Irbitis)

Moscow Design Museum сollection

Questa mostra è stata organizzata dal Moscow Design Museum nel 2012 come un primo tentativo di studiare e mettere a fuoco le proprie radici, ed è passata nel 2015 per la Kunsthal di Rotterdam. La tappa belga è l’occasione per celebrare l’anniversario dell’Exposition universelle et internationale de Bruxelles del 1958 in cui il padiglione russo era chiamato dalla stampa locale «il numero uno», come si legge nella presentazione, «e venne visitato da più di 30 milioni di persone. Oltre a numerosi esempi di macchinari (tra cui il primo satellite e la prima nave a propulsione nucleare) presentava anche la vita dell’uomo sovietico. È interessante notare che molti oggetti per la casa erano costruiti dalle stesse aziende che producevano satelliti e navi».

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