Appendice

Il più moderno romanzo all’antica

IL 99 16.02.2018

Il libro di esordio di Sally Rooney non è il solito “caso letterario giovanile”: racconta, senza strafare!, rapporti di potere, amori e amicizie

Era da tanto che non leggevo un “caso letterario” di un “giovane scrittore”. Mi capita con Parlarne tra amici dell’irlandese Sally Rooney (Einaudi, traduzione di Maurizia Balmelli) ed è un’esperienza istruttiva. Negli ultimi vent’anni i casi letterari giovanili in lingua inglese sono stati per lo più libri esagerati, massimalisti e tendenti al virtuosismo (modello David Foster Wallace, Zadie Smith, fino a romanzi come The Nix di Nathan Hill o Città in fiamme di Garth Risk Hallberg). Parlarne tra amici è un romanzo semplice, privo di vezzi letterari e in particolare di quel “realismo isterico” che è stato per venticinque anni la tendenza più forte degli scrittori di lingua inglese che aspirassero alla gloria. Rooney sgrana un insieme di fatti e sentimenti e particolari sulla vita di una giovane donna senza mai prendere la tangente.

«Di solito dopo la scuola ce ne stavamo sdraiate in camera sua ad ascoltare musica e a parlare del perché ci piacevamo (…). Quando Bobbi parlava di me era come se mi vedessi allo specchio per la prima volta».

La narratrice si chiama Frances. Ha vent’anni e la penna venticinquenne dell’autrice la costruisce da molto vicino. Bobbi è la sua migliore amica, compagna di studi ed ex fidanzata, dichiaratamente omosessuale. Frances scrive versi per spettacoli di spoken word: li scrive per sé e per Bobbi. Bobbi e Frances vengono notate da Melissa, una scrittrice che intende intervistarle per dedicare loro un profilo su un sito culturale. Melissa

«scriveva per diversi grossi siti letterari, e (…) online il suo lavoro circolava parecchio. Era l’autrice di un celebre saggio sugli Oscar che la gente ripostava ogni anno durante la stagione dei premi».

Va per i quaranta e ha un marito, Nick: un attore in parabola discendente, che ha fatto teatro

«anche un po’ di tv e qualche film. In passato, parecchi anni prima, era stato candidato a un premio importante, che non aveva vinto».

Con la scusa del profilo, comincia una frequentazione tra i quattro, a casa di Melissa e di amiche di Melissa. Le due ragazze si ambientano faticosamente ma volentieri nel gruppo di adulti. Soprattutto, Bobbi lega con Melissa e Frances con Nick. Questo incontro generazionale a quattro produce una storia d’amore, quella di Frances con Nick, che si rivela un uomo fragile che tende a lasciarsi dominare. Questa storia d’amore amplifica le dinamiche di potere: Melissa e Frances sono le due scrittrici e si contendono Nick; Melissa in teoria cerca complicità con Frances, in pratica la respinge. Frances si identifica con Melissa, scrittrice abbastanza affermata. Bobbi è superiore a tutti, è ricca di famiglia ed è sempre la più intelligente, ma è gelosa di Frances.

«Stavo ricevendo una seconda educazione (…). Nick e Melissa erano come dei genitori che mi mettevano al mondo, probabilmente odiandomi e amandomi ancora più di quanto avessero fatto i miei genitori originari. Ciò significava anche che ero la gemella cattiva di Bobbi, cosa che in quel momento non sembrava nemmeno esasperare più di tanto la metafora».

È un gioco di società che, come fa intuire il titolo originale – Conversations with Friends, rimanda alla stagione d’oro del romanzo inglese, quando, prima del modernismo, una storia era soprattutto fatta di una comunità di persone che parlando a colazione e a merenda sviscerava amori e amicizie (rapporti di potere) tentando di influire sull’esito degli stessi. All’epoca di Jane Austen si cercava marito, oggi non si sa bene cosa si cerca, forse il successo, ma la cosa importante è che Rooney fa la mossa passatista di liquidare – da scrittrice dotata di talento – i virtuosismi come semplici ansie, per concentrarsi su quel che ha sempre interessato i lettori di romanzi: dinamiche e amori.

Consegnandole il premio per autori sotto i trantacinque anni, il Sunday Times ha lodato

«la qualità delle frasi, la complessità emotiva, il tono sofisticato, il brio e il piacere della lettura. Aver prodotto un libro che omaggia nientemeno che Emma di Jane Austen pur essendo così moderno per tono e atmosfera, è un grande risultato».

Da quella tradizione inglese Rooney prende la fermezza, la voglia di mantenere la rotta del romanzo all’antica, dove si passa il tempo, dove gli eventi cruciali sono pochi e i grandi affreschi ancora meno:

«Allora mi sono seduta sotto l’arbusto di fucsia e mi sono messa a staccare i fiorellini dai rami e ho riattaccato a parlare di gente famosa».

Rimanda al fantastico passatempo di leggere Austen e E. M. Forster. Poi, le dinamiche relazionali:

«Ho guardato Melissa e pensato: ti odio. Un’idea sorta semplicemente dal nulla, come una battuta o un’esclamazione. Non sapevo nemmeno se la odiassi davvero, ma mi pareva che quelle parole suonassero giuste, come il testo di una canzone che mi fosse appena tornata in mente».

Le protagoniste sono femministe e radicali:

«Il reddito annuo medio [mondiale ammonterebbe] a 16.100 dollari. Non vedevo ragione, politica o finanziaria che fosse, per guadagnare più di così».

L’ideologia ha un posto ambiguo nel libro: cruciale per la formazione di Frances, non sembra avere nessun impatto nelle sue scelte.

«Io ho spiegato che volevo annientare il capitalismo e che personalmente consideravo la virilità oppressiva. Nick mi ha detto che era “fondamentalmente” marxista, e di non giudicarlo se possedeva una cosa. O così oppure paghi un affitto per sempre, ha detto».

Frances si identifica con ciò in cui crede, ma non è ciò in cui crede. Il risultato è una giovane femminista abbandonata con trasporto a una storia d’amore incredibilmente monotona: Nick non ha attrattive, è un amante poco passionale, incapace di ispirare; ma visto che è bello e sottomesso, Frances è assalita da

«un improvviso e irresistibile bisogno di dire: ti amo, Nick. Non era una brutta sensazione, nello specifico; aveva un che di divertente e folle, come quando ti alzi dalla sedia e a un tratto ti rendi conto di essere ubriachissima. Ma era vero. Ero innamorata di lui».

Detto così, senza nessun cinismo, quasi che la forza dell’ “amore” fosse superiore a quella del femminismo. Viste le premesse della storia, è un risvolto sorprendente.

Sally Rooney

Parlarne tra amici

Einaudi 2018
304 pagine, 20 euro
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