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Intervista visiva a Erik Kessels

IL 100 29.03.2018

Un grande creativo olandese dalle molte vite, paladino degli scatti “utili”, ma anche degli errori. Queste le immagini che ha scelto per rispondere alle nostre domande

La lista delle attività di Erik Kessels si allunga ogni anno un po’ di più: pubblicitario, consulente, editore, saggista, curatore, nonché – in un rinnovato momento di grande criticità per il concetto di “autore” – esponente di spicco della famigerata e ormai ampiamente sdoganata categoria “fotografi senza macchina fotografica” assieme a nomi del calibro di Joachim Schmid e Thomas Mailaender (con il quale ha condiviso l’ideazione del divertentissimo Photo Pleasure Palace all’ultimo Unseen di Amsterdam). Non a caso, l’imponente monografia retrospettiva dedicatagli dalla Aperture Foundation (diventata anche un’importante mostra-consacrazione a Camera, Centro Italiano per la fotografia a Torino) s’intitola The Many Lives Of Erik Kessels. E se in 24 Hours in Photos ha riempito il Foam Museum di Amsterdam con tutte le foto (un milione!) caricate su Flickr in un solo giorno, con la sua KesselsKramer Publishing il poliedrico creativo olandese è diventato il paladino delle fotografie “utili” (la rivista Useful Photography, che raccoglie solo immagini prodotte a scopo pratico e commerciale, è arrivata ormai al tredicesimo numero), di quelle vernacolari (realizzate cioè a uso squisitamente privato) e soprattutto di quelle sbagliate (In Almost Every Picture è una collezione – spesso al limite del politicamente scorretto – non solo degli errori fotografici più comuni, ma anche di quel common sense già magistralmente delineato da Martin Parr nell’omonima serie del 1999. Dei quindici volumi finora usciti molti sono già introvabili, e quello dedicato a Ria van Dijk, che dal 1936 a oggi non ha mai mancato il suo appuntamento annuale con il tiro al bersaglio della fiera di Tiburg, è stato addirittura ripubblicato in versione aggiornata). In linea con un percorso tutt’altro che ordinario, il suo ultimo libro è Che sbaglio! (Phaidon, 2017), ovvero una guida teorica e pratica a come sbagliare con successo.

1

Qual è, a tuo avviso, il sentimento del tempo?

2

Che cosa c’è oltre la frontiera?

3

Foto di famiglia del XXI secolo

4

Che cosa vorrà dire essere “social” domani?

5

Ce n’è uno più o meno in ogni città

6

Sei conosciuto per la tua collezione di errori fotografici, e perché ne professi la pratica come possibilità creativa (se non addirittura una via al successo). Quale sarà il tuo prossimo errore?

7

Sulla bellezza

8

Una delle tue pubblicazioni di maggior successo è la rivista Useful Photography, dove raccogli immagini realizzate con il solo obiettivo della funzionalità in ambito pratico e commerciale. Ci faresti un esempio di fotografia davvero utile?

9

La società contemporanea sembra ostaggio di estremismi e demagogie: chi o che cosa potrebbe rappresentare una figura a cui ispirarsi, oggi?

10

Molti pensano al “vernacolare” come una categoria coniugabile solo al passato, ma in realtà indica oggi quel che ha indicato sempre: materiale realizzato a uso esclusivamente privato. Che cosa vuol dire “fotografia vernacolare” ora che, con i social network, la sfera privata si fonde con quella pubblica?

11

A che cosa ti fa pensare il numero 100?

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