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La guida di Lisbona

di Enrico Dal Buono
Fotografie
di Diego Mayon
IL 99 01.03.2018

Dalla fabbrica di tessuti riconvertita a polo creativo al Maat, il nuovo museo di arte, architettura e tecnologia che sorge sulla riva del Tago: le cose da vedere nella capitale portoghese. Con fermata obbligatoria a Belém per i famosi “pasteis”

L’ngresso di LX Factory, nel quartiere Alcantara di Lisbona: era una fabbrica di tessuti, poi stamperia e nel 2008 è stata riconvertita in “fabbrica” creativa

Visitatori a LX Factory

Interno di The Barber Factory, barbiere hipster di LX Factory

LX FACTORY

Rua Rodrigues Faria, 103
lxfactory.com

Fortino hipster di Lisbona, polo creativo del quartiere Alcantara, rappresenta la rinascita di un sito industriale di 23mila metri quadrati che risale al 1846. «All’inizio, nel 2008, era come un villaggio: ci conoscevamo tutti», dice Maria Moinhos, che qui ha un atelier di pittura decorativa per interni. «Ora ci sono svariate decine di attività e migliaia di turisti. È più rumoroso, ma girano molti soldi». Il ristorante Cantina sorge nell’ex mensa dei tipografi, sul soffitto del ristorante 1300 Taberna si rincorrono gli antichi condotti di areazione, il banco di Landeau Chocolate, che vende una delle migliori torte al cioccolato in città, è un vecchio archivio. È in assoluto il posto più indicato per capire in che senso «Lisbon is the new Lisbon». Nel weekend, oltre ai laboratori, ai locali, ai negozi e alle agenzie dei residenti, le bancarelle dell’LX Market bordano i sentieri e attirano folle di giovani.

La libreria Ler Devagar dentro a LX Factory

LER DEVAGAR

Rua Rodrigues Faria, 103
lerdevagar.com

Dentro a LX Factory, una monumentale libreria, con caffè, dal catalogo non convenzionale. «Vendiamo anche testi di case editrici che non esistono più. Niente best seller, a parte uno di Paulo Coelho, che già mi dà fastidio», dice la libraia Liana. Sagome di ombrelli, nuvole e donne volanti pendono dal soffitto. Al piano superiore, attorno all’antica stampatrice, si muovono le creature meccaniche dell’artista-inventore Pietro Proserpio.

Volpe di Bordalo II in Avenida 24 de Julho

ibellula dello stesso artista nell’hotel 1908: inaugurato nel 2016 in un edificio storico nel quartiere Intendente, ha annesso un buon ristorante, Infame

Atelier di Bordalo II

BORDALO II

Rua de Xabregas, 49
bordaloii.com

A novembre, nel suo atelier di Rua de Xabregas, si è tenuta la prima grande mostra di Bordalo II: Attero, inserita da TimeOut tra le migliori dell’anno. Trentenne lisbonese nipote d’arte, l’artista cerca di trasformare il carnefice, cioè la spazzatura umana, nella vittima, cioè la bestia. «Con la rivoluzione ci fu un’esplosione di graffiti. Poi gli street artist hanno perso lo spirito politico. Ma Bordalo è un vero attivista, in particolare per la salvaguardia dell’ambiente», ha detto la curatrice della mostra Lara Seixo Rodrigues.
Nata invece in piena dittatura, la Galeria 111 è la più antica di Lisbona ancora attiva. «Mio padre, Manuel de Brito, vendeva libri proibiti dal regime», dice Rui, che la gestisce con la madre. «Nel 1964 è passato all’arte contemporanea. L’80 per cento dei nostri artisti sono portoghesi. I collezionisti arrivano sempre più spesso anche da Brasile e Francia».

Museo Maat

MAAT

Avenida Brasilia, 1300
maat.pt

Il museo di arte, architettura e tecnologia sorge sulla riva del Tago, a ridosso del ponte 25 de Abril, e ingloba l’antica centrale elettrica della città. «La facciata è di ceramica, in omaggio all’edilizia tradizionale, e per riflettere il riverbero del fiume», racconta Filipa Sanchez, responsabile della comunicazione. Aperto nel 2016, ha già totalizzato mezzo milione di visitatori. «Concentrandoci sul dialogo tra arte e tecnologia puntiamo a diventare l’icona della nuova Lisbona».

Il negozio A vida portuguesa

A VIDA PORTUGUESA

Largo do Intendente Pina Manique, 23
avidaportuguesa.com

Negozi di prodotti Made in Portugal: gusto antico e tinte pastello. «Crediamo nel potere della saudade», spiegano i fondatori. In prosa: sardine, liquori e oggettistica varia.

La produzione dei “pastéis de Belém”

ANTIGA CONFEITARIA DE BELÉM

Rua de Belém 84
pasteisdebelem.pt

La visitatissima torre di Belém, costruita nel 1515 sul Tago per scopi difensivi, è il simbolo del quartiere omonimo. Che però conta anche un articolato polo museale: Maat, Museu da Marinha, Museu Nacional dos Coches. Per non parlare del Monastero dos Jerónimos, patrimonio Unesco, voluto dal re Dom Manuel I per celebrare le imprese di Vasco de Gama. A due passi dal monastero, la Antiga Confeitaria custodisce dal 1837 la ricetta segreta dei pastéis de Belém. «In Portogallo trovi ovunque pastéis de nata (crema), che hanno copiato la forma degli originali senza eguagliarne il gusto», dice João, che organizza tour in sidecar per il Four Seasons Hotel a bordo della sua vecchia Dnepr con motore Bmw e di altri mezzi d’epoca. «Tre chef lavorano in una stanza isolata e cuociono a 200 gradi i pasticcini ripieni, che sono un po’ la nostra Coca Cola».

Interno del barbiere con bar O Purista

Il bar Casa Independente, in Largo do Intendente Pina Manique

Particolare del locale Pensão Amor

Casa Independente

Particolare del locale Pensão Amor

Pensão Amor

PENSÃO AMOR

Rua do Alecrim, 19
pensaoamor.pt

Il quartiere portuale di Cais do Sodré era frequentato da marinai in cerca di divertimento notturno. Ora i suoi frequentatori cercano comunque divertimento nei tanti bar dalle insegne ammiccanti, ma, per intenderci sull’evoluzione del luogo, quello che un tempo era un bordello ora è Pensão Amor. Cioè un edificio con i muri imbrattati da graffiti di sirene, che contiene cocktail bar bohémien, cartomanti, tatuatori, una libreria erotica e palchi per il burlesque.
Un’alternativa meno pittoresca, ma altrettanto caratteristica per il dopo cena è Casa Independente, nel quartiere Intendente, fino a poco fa malfamato, oggi riqualificato (o gentrificato?). Con la sua corte curata, il suo pavimento in legno, i suoi grandi specchi, le sue esposizioni artistiche, il locale sembra un centro sociale di lusso. Nel weekend, dj-set e musica dal vivo.

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