Alla guida della nuova Jaguar E-Pace: non il classico sport utility ma un suv compatto da città

Gli schemi, anche nel mondo dell’auto, sono saltati da un pezzo. E il concetto di “eretico” non vale più. Così, dopo aver ceduto due anni fa con F-Pace al diktat imperante del suv, sorta di pensiero unico che coinvolge ormai anche brand dai quali certo non ti aspetti un crossover, Jaguar rilancia la sfida sul fronte delle ruote alte formato compatto con E-Pace, ora in vendita anche in Italia, pronto a sfidare i soliti tedeschi (Bmw X1, Audi Q3, Mercedes GLA), l’americana dal Dna italiano Jeep Compass, e la cugina Ranger Evoque, con la quale condivide un bel po’ di meccanica, come è giusto che sia nell’era della massimizzazione delle sinergie industriali, che ovviamente non sono aliene al gruppo inglese (con soldi indiani) Jaguar Land Rover.

La taglia è urbana, con i suoi canoni 4,4 metri di lunghezza, lo stile sorprende. Il cucciolo di Jaguar non è, infatti, il classico sport utility sfrontato e massiccio, le sue linee sono morbide e il riferimento estetico-formale è quello della sportiva F-Type. La contaminazione con la coupé britannica la ritroviamo nei gruppi ottici anteriori e soprattutto nella vista posteriore, con i fari dalla distintiva firma luminosa e il montante spiovente (da coupé, appunto) che si assottiglia fino a confluire nel parafango “muscoloso”, come quello di un felino. E qui si vede la maestria dei designer guidati da Ian Callum, che hanno avuto il compito difficile di creare una macchina totalmente diversa dalla Evoque, capolavoro del collega Gerry McGovern chief designer di Land Rover. La forbice del listino è ampia: si passa da 37mila a 66mila euro a seconda delle versioni (alcune di queste, come la “base” con il diesel da 150 cv, sono “olografiche”). Sotto il cofano ci sono motori due litri serie Ingenium a quattro cilindri. Il diesel è offerto in tre livelli di potenza (150, 180 e 240 cv) e quello a benzina in due (250 e 300 cv). Non ci facciamo prendere dalla moda anti-gasolio e la nostra scelta ricade sul turbodiesel da 240 cv a trazione integrale e cambio automatico a nove marce, poiché sarà pure un cucciolo ma non pesa poco (sfiora le 2 tonnellate). Il baby-Jag è reattivo e piacevole da guidare anche in città, complici la qualità dello sterzo e la posizione di guida.

La versione prescelta è la 2.0 ID4 Hse, che, allestita come si deve, porta con sé anche l’intelligenza artificiale per gestire code e tenere l’automobile in corsia, e il britannicissimo sistema audio Meridian (costa mille euro, ma la resa vale il costo), ideale complemento dell’infotainment proprietario InControl Apps. Non è compatibile con Android Auto o Apple CarPlay, ma sposa gli smartphone altrettanto bene ed è il centro di un’interfaccia uomo-macchina che abbina ergonomia e hi-tech. Allestita così, la E-Pace costa quasi 64mila euro, ma esagerando con gli optional, come il “mai più senza” telecomando per il climatizzatore, si può salire ancora.

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