Che cosa significa ricominciare ad amare in un'età in cui le relazioni sono spesso feroci, spietate e senza lieto fine. Intervista a Francesco Bianconi

«Per me l’amore è quella cosa per la quale, nella migliore delle ipotesi, ci scappa il morto». Secondo Francesco Bianconi l’amore non può esistere senza violenza, e se il concetto non era abbastanza chiaro con il disco del 2017, adesso arriva L’amore e la violenza vol. 2 a ribadirlo. Perché «l’amore è sporco, cattivo, negativo» spiega il cantante dei Baustelle che nelle nuove canzoni prova (e riesce) a raccontare le relazioni di coppia negli anni della maturità: relazioni consapevoli e per questo feroci, spietate e senza lieto fine.

Ai Baustelle piace scherzare: non si spiega altrimenti il sottotitolo Dodici nuovi pezzi facili. Nel disco di facile non c’è un bel niente, come d’altronde non ce n’è nell’amore, e di questo si parla: dalla fase dell’innamoramento di Baby al tradimento di Lei malgrado te, fino all’inevitabile fine di Jesse James e Billy Kid. E poi «uscire a bere con un’altra donna, cominciare da capo, immaginare come sarà coniugato al presente il verbo amare» (da Perdere Giovanna). E si ricomincia da capo perché tra le più mature ammissioni di Bianconi c’è che «non posso vivere lontano dall’amore» (da Lei malgrado te).

A chi non ha ancora raggiunto questo livello di consapevolezza dei propri limiti il disco potrà risultare violento come solo una verità difficile da accettare sa essere. Ma «ho 45 anni», ha sottolineato più volte Francesco Bianconi quasi a voler giustificare la serena rassegnazione con la quale si accetta di amare da adulti. E forse L’amore e la violenza vol. 2 non è altro che il sussidiario illustrato della maturità, un libretto di istruzioni per vite «con le ossa rotte» (da Baby).

L’ottavo disco dei Baustelle uscirà il 23 marzo ed è il primo che il gruppo ha scritto durante un tour, quello dello scorso anno. «Forse perché non avevamo esaurito le cose che avevamo da dire», spiega Bianconi. A chi gli domanda se sia giusto far fare al pubblico un po’ di fatica nell’ascolto di un album il leader dei Baustelle risponde che sì, e che a lui stesso non va «di perder tempo ad ascoltare cose che non mi costringono a un lavoro interpretativo».  Chi ascolterà il nuovo lavoro dei Baustelle si prepari quindi a rileggere L’Aleph di Jorge Luis Borges o a leggere Eros in agonia del filosofo sudcoreano Byung-Chul Han.

Durante il tour – che partirà il 7 aprile – sul palco i Baustelle (Francesco Bianconi, Rachele Bastreghi e Claudio Brasini) saranno accompagnati da Ettore Bianconi, Sebastiano de Gennaro, Alessandro Maiorino, Diego Palazzo e Andrea Faccioli. Prima dei concerti ci saranno cinque presentazioni pomeridiane a Milano, Genova, Bologna, Napoli e Roma.

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