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di FRANCESCA FALCHI
IL 100 09.04.2018

Tre volontarie a un evento di The Brussels Binder

The Brussels Binder è un database che promuove la partecipazione di relatrici donne alle conferenze

Ogni anno Bruxelles ospita circa tremila conferenze su tutti i temi, disparatissimi, per i quali l’azione dell’Ue ha una qualche rilevanza. Secondo EUPanelWatch, due terzi degli invitati a parlare sono maschi. Per questo, lo scorso 31 gennaio, è nato The Brussels Binder, un database online che promuove la partecipazione ai convegni di relatrici donne. Brusselsbinder.org al momento contiene 450 profili di esperte. «Le iscrizioni per ora sono 700», mi spiega una delle co-fondatrici, Paola Maniga, che lavora per il think tank economico Bruegel, «ma i profili devono essere convalidati uno a uno». La piattaforma ha l’appoggio di Google, che ha ospitato un evento di raccolta fondi nei suoi uffici di Bruxelles, e la benedizione della Commissione europea. Uno dei piani è usarla per promuovere progetti simili già attivi negli Stati membri.

Il nome, “Il raccoglitore di Bruxelles”, viene da una gaffe di Mitt Romney nel 2012. Raccontò di quando era governatore del Massachusetts, doveva formare il suo governo, ma i candidati erano tutti uomini: «Andai da alcuni gruppi femminili e chiesi: “Ci potete aiutare?”. Ci portarono interi raccoglitori pieni di donne». L’attuale presidente Usa ci ha abituato a dichiarazioni ben peggiori, ma sei anni fa il binder full of women diventò un meme.

Per vedere come le donne vengano prese in considerazione meno degli uomini in conferenze, università e Ted Talk basta sfogliare allmalepanels.tumblr.com, blog della ricercatrice finlandese Saara Särmä. Quando bisogna chiamare qualcuno di capace, la tendenza è scegliere quasi solo uomini bianchi. Ed è un circolo vizioso: dato che le loro voci vengono amplificate di più, sembrano più autorevoli. Avere solo uomini sul palco impoverisce il dibattito, mi dice Maniga, «e se sei una ragazza di 22 anni che studia economia e alle conferenze vedi solo uomini, questo avrà un effetto sulle tue scelte».

Dovremmo tutti essere in grado di nominare più di due o tre donne autorevoli nel nostro campo. In particolare, se vuoi organizzare un evento a Bruxelles dovresti sapere chi può parlare di rifugiati (Iverna McGowan, capo dell’ufficio di Amnesty all’Ue) o di blockchain (Jennifer Baker, meglio nota come @Brusselsgeek). E se non lo sai, qui c’è un intero raccoglitore pieno di donne, non ci sono scuse.

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