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Negozi contro internet

di ELENA MONTOBBIO
IL 100 18.04.2018

L’online conquista sempre nuovi adepti, ma lo shopping vecchio stile non si dà per vinto

Gli oracoli erano stati chiari, l’online avrebbe ucciso tutti i negozi. Nessuno sarebbe più uscito per fare la spesa o darsi allo shopping selvaggio, nemmeno durante i saldi. La profezia, però, disegnava uno scenario troppo apocalittico.

Certo, gli scossoni ci sono stati, soprattutto per gli esercizi più piccoli: la crisi economica mondiale, l’apertura di centri commerciali e grandi catene, e sì, anche la cavalcata dell’e-commerce. I dati del 2016-2017 dimostrano che il trend di acquisti in Rete non è in calo (se non per il mercato dei libri) e che alcuni beni (per esempio, i giocattoli) vengono comprati più online che nei negozi. Ma le stesse ricerche affermano che aprono più punti vendita al dettaglio di quanti chiudano. Mettendo insieme queste informazioni, si potrebbe dedurre che i consumi sono in ripresa – e infatti è così.

Secondo l’Ufficio censimenti degli Stati Uniti d’America (Census Bureau) il 90 per cento degli acquisti avviene ancora nel mondo reale. Forse per questo il 22 gennaio Amazon ha finalmente aperto il suo primo punto vendita (senza casse e cassieri, ma è un dettaglio).  I retailer hanno comunque una sfida davanti: trasformare i negozi da semplici luoghi di vendita in ambienti dove fare un’esperienza. Meglio se anche di acquisto.

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