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“The Alienist” e la pazza idea: crea la tua serie tv

IL 100 16.04.2018

Il 19 aprile arriva su Netflix la serie tv tratta dal libro di Caleb Carr, con Daniel Brühl, Luke Evans e Dakota Fanning

Se l’epoca definita peak tv – dove i contenuti si moltiplicano e raffinano e vanno a occupare ogni nicchia di mercato possibile – dovesse durare ancora qualche anno, bisognerà inventarsi un videogioco che abbia la stessa funzione di Football Manager: diventa produttore tv e metti insieme cast, registi, autori e temi del momento per trovare quella combinazione che sia nuova e al tempo stesso giochi sul sicuro. Qualcuno se lo inventi!

Se ciò accadesse, mi chiedo quanto prenderebbe su metacritic.com una serie che voglia coprire i seguenti temi caldi dell’estetica televisiva. Costumi, e fatti bene (modello Downtown Abbey); però chiediamo al direttore della fotografia un contrasto forte di colori così da fare un effetto astrazione molto Handmaid’s Tale. Quest’ultima scelta moderna servirebbe per cercare di sembrare politici e rassicuranti insieme. Perciò, si inserirebbe tra le note di regia una recitazione concitata che modernizzi brutalmente un generico passato “in costume” per dare un effetto “prestige tv” nella categoria apprezzatissima “come Soderbergh ha diretto The Knick”. Ma per non copiare Soderbergh, questa serie del videogioco gestionale Tv producer dovrebbe scegliere un regista così autoriale da aggiungere un ennesimo sapore alla mistura – siamo ormai vicini per abbondanza di ingredienti a una ciotola di ramen. Il regista scelto sarà il Cary Fukunaga di True Detective, così che manchi qualunque sottigliezza troppo soderberghiana. (Fukunaga peraltro rimarrà, per un caso sfortunato, nel ruolo di semplice produttore causa impegni pregressi).

Che cosa manca ancora? Daniel Brühl. E poi il tema: se possibile vorremmo fosse tratto da un romanzo di provato successo. Eccolo: L’alienista di Caleb Carr, che non parla di alieni ma del tema più amato dai consumatori di prodotti tv: i serial killer. Così inseriamo nel gioco anche il tentativo di seguire la scia di David Fincher e del suo fortunato Mindhunter; ma se Fincher si limita a raccontare l’occasione storica in cui è nato il termine “serial killer” (la fine degli anni Settanta), la serie che abbiamo appena creato per il gioco Tv producer prenderà buoni voti per raccontare un serial killer ante litteram, anno di grazia 1896. Insomma, quanti punti vinceremmo al gioco, su metacritic.com? 61 su 100. Mmmh. Poco. Riproviamo.

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