Appendice

Il rischio di far ridere

IL 102 25.05.2018

Non c’è stand up comedy senza Lenny Bruce

Lenny Bruce è uno dei classici della comicità di stand up. È stato interpretato per il cinema da Dustin Hoffman, è uno dei personaggi sullo sfondo del capolavoro di Don DeLillo Underworld, recentemente è diventato un personaggio chiave della serie The Marvelous Mrs. Maisel.

Come parlar sporco e influenzare la gente è la sua autobiografia: non una raccolta di battute, ma un divertente racconto picaresco e in qualche modo anche politico che parla moltissimo delle tante denunce ricevute dall’autore per il proprio materiale sconveniente.

Ho in libreria un’edizione del 2001, e la prima volta fu tradotto in Italia nel 1974. Allora perché parlare di questa nuova edizione, ancora per Bompiani? Perché nel frattempo, in Italia, la stand up comedy è diventata un passatempo normale per un paio di generazioni. Le ragioni del successo della stand up vanno cercate nel rischio che questi monologhi fanno correre a chi va sul palco e fanno condividere a chi ascolta e deve accompagnare le imprese molto spesso “confessionali” del comico con partecipazione, empatia e complicità. Bruce è rimasto negli anni il punto di riferimento degli aspetti più estremi di questa forma di delirio confessionale e paranoico e d’improvvisazione e i suoi insegnamenti non ortodossi servono ancora.

Per chi fosse interessato alla questione, il libro naturalmente parla in modo articolato del problema del politicamente corretto: «Se io parlando di una ragazza durante il mio spettacolo dico ch’è una mignotta, ecco che un pedante e passatista mi obietta: “Lenny Bruce, lei è sboccato e volgare”. “Come avrei dovuto dire?”. “Avrebbe dovuto usare il termine più preciso di ‘prostituta’”. “Aspetti un momento. Lo scopo di una parola non è quello di definire esattamente la cosa o persona di cui si parla?”. “Sì, servendosi di un termine corretto”…».

Qual è il termine corretto? Secondo Bruce, in un’epoca in cui “prostituzione” è usato più in modo metaforico che letterale («si dice che uno prostituisce il suo talento»), la parola “prostituta” non serve più a dire prostituta. E ha anche osservazioni importanti da fare sul politicamente corretto percepito: se a lui danno del “comico morboso”, molti comici considerati buoni e corretti lo sono solo perché sono crudi e morbosi nei confronti di categorie non difese dal senso comune: «Dove è andato a finire Jerry Lewis? La sua interpretazione neorealistica di un giapponese coglieva appieno ogni tratto saliente della fisionomia nipponica. I loro denti in fuori subivano una tale deformazione caricaturale che finivano per somigliare alle lame che spuntano dalla biga di Ben Hur».

Piccola nota fondamentale: dalla cartella stampa sembra che in questa nuova edizione sia stata rimossa la prefazione di Daniele Luttazzi, che una ventina di anni fa era quello che ci raccontava la stand up americana, il divulgatore devoto dei Bruce e dei Woody Allen. Nel frattempo è finito in punizione perché usava le battute dei comici che ci faceva scoprire. Gli va comunque reso onore: fu il nostro “youtube” prima di YouTube, e prima di Netflix, e la sua prefazione è molto più interessante di qualunque cosa possiate recuperare su Wikipedia.

Lenny Bruce
Come parlar sporco e influenzare la gente

Bompiani 2018
324 pagine, 18 euro
traduzione di Pier Francesco Paolini
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