Lykke Li, Nostra Signora della Tristezza, dice d’essere pronta per il grande salto verso il pop, ma la speranza è che “So Sad So Sexy” non tradisca la sua estetica

Quand’è che la tristezza è diventata sexy? Da quando banali struggimenti d’amore hanno smesso d’essere cose per ragazzini e si sono trasformati in un’estetica seducente? Per qualcuno, è stato quando Lykke Li s’è alzata da tavola. Accadeva nel video di Sadness Is a Blessing, all’incirca sette anni fa. La scena si svolgeva in un ristorante. Di fronte alla cantante sedeva l’attore Stellan Skarsgård. Dopo l’ennesima vodka, Lykke Li s’alzava e cominciava a ballare, lasciando svolazzare il vestito bianco di Anna Sara Dåvik aperto sulla schiena. Era bella, malinconica, ubriaca e libera. E intanto il testo della canzone c’informava che «la tristezza è una benedizione», mentre la musica evocava l’ingenuità incantata delle canzonette dei girl group Anni 60. Ora Lykke Li, che nel frattempo è diventata una via di mezzo fra una pop star e un’artista di culto, torna con un disco che s’annuncia con un gran bel titolo. Si chiama So Sad So Sexy, uscirà l’8 giugno. Per ora si sono ascoltati un teaser bello ed enigmatico e due canzoni fortemente influenzate dall’estetica hip-hop americana, scritte e prodotte con Jeff Bhasker (il compagno da cui la cantante svedese ha avuto un figlio), Malay, T-Minus e Rostam, gente che ha lavorato con Kanye West, Frank Ocean, Drake, Kendrick Lamar.
A Lykke Li piace cambiare. Nell’arco di una decina d’anni, è stata artista underground, pop star per un giorno grazie al successo a scoppio ritardato di I Follow Rivers, modella per Gucci, attrice per Terrence Malick, reginetta del cool pop. Lei dice che i suoi primi tre album – Youth Novels del 2008, Wounded Rhymes del 2011 e I Never Learn del 2014 – compongono una specie di trilogia su amore, sesso, tristezza, follia e speranza, in un misto di candore, vulnerabilità, strafottenza, sensualità e ovviamente malinconia. Nostra Signora della Tristezza non si è limitata a cantare la depressione di chi viene lasciato, s’è presa la briga di raccontare anche il senso di colpa di chi lascia. Ora dice d’essere pronta per il grande salto verso il pop, ma la speranza è che So Sad So Sexy non tradisca la sua estetica, regalandoci un altro po’ d’insana tristezza, alternativa alla retorica sull’empowerment che domina il pop contemporaneo. Intanto c’è una foto che Lykke Li ha pubblicato su Instagram. Ritrae Beatrice Dalle mentre tracanna champagne dalla bottiglia sul set di Betty Blue, la sigaretta fra le dita, la camicia maliziosamente aperta. È il commento della cantante che fa ben sperare circa la possibilità che So Sad So Sexy sia sconsideratamente triste, volubile, magnetico e sexy: «Making money off my depression since 2007».

Lykke Li
So Sad So Sexy

Rca
Esce l’8 giugno

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