Storia di un (ex) ragazzino canadese, di una audiocassetta registrata 35 anni fa e di una canzone che ancora nessuno sa riconoscere

È l’estate del 1983. Un ragazzino canadese di circa dieci anni è in vacanza con la famiglia in Italia, a Firenze. Vacanze d’altri tempi, lunghe e pigre. Infatti il ragazzino si annoia: l’unico passatempo è un “boombox” che si è portato dal Canada – uno di quei radioloni giganti usciti sul mercato proprio in quel periodo – con il quale passa i pomeriggi ad ascoltare la radio in FM, e a registrare su cassetta frammenti delle canzoni che gli piacciono. Alla fine della vacanza, una di quelle cassette gli rimane in testa. La riascolta spesso, anche a distanza di due o tre anni, ma il problema (nel frattempo il ragazzino è diventato un teenager e un discreto appassionato di musica) è che non ha davvero idea di titoli e autore della maggior parte di quelle canzoni registrate dalla radio…

Qui inizia la parte interessante del racconto, perché il ragazzino inizia a far sentire la cassetta ad amici più grandi di lui ed esperti di musica, ma anche così la maggior parte delle canzoni rimane un mistero. Ormai si è fatta la metà degli Anni 90, ed è quindi arrivato internet. L’ex ragazzino, ora ventenne, inizia a frequentare i forum online, cercando di colmare i buchi della scaletta: soprattutto, visto che lo scambio dei file audio è ancora di là da venire, provando a risalire ai titoli attraverso il testo delle canzoni. Meglio andrà qualche anno più tardi, con l’arrivo della madre di tutte le piattaforme di filesharing, ovvero Napster. Ma la vera svolta è solo di tre anni fa, quando l’ex ragazzino carica integralmente su YouTube l’audio della cassetta, arrivando a identificare – grazie al famoso “popolo di internet” – quasi tutti e cinquantuno i titoli della tracklist.

Ora che è finalmente possibile ascoltarla, ci si rende conto che la cassetta è davvero un piccolo, involontario capolavoro di brutalismo audio, a metà tra i primi mixtape hip hop (fatti esattamente allo stesso modo, usando il tasto “pausa” del registratore) e certa audio-arte radicale di moda proprio in quel periodo. Ma soprattutto, tra pezzi di Talking Heads, Peter Gabriel e addirittura Marco Ferradini, ci si imbatte in frammenti di jingle e voci dei conduttori che permettono – a noi italiani – di ricostruire che gran parte del nastrone è stato registrato ascoltando una leggendaria emittente “alternativa” fiorentina ancora in attività: Controradio. Inconfondibile, per esempio, per i reduci degli Anni 80, la voce che a un certo punto dà il benvenuto sui «… 93 e 700 megahertz in compagnia di Renzo» (Renzo Corsini, una leggenda locale). Non a caso, l’ultima “emersione” della storia – nella comunità di Reddit – chiama a raccolta proprio i potenziali fan italiani per finire di risolvere il puzzle: ovvero, l’ultimo pezzo rimasto ancora, dopo trentacinque anni, senza titolo. Un frammento di pochi secondi appena, forse un jingle o una pubblicità. Lo potete ascoltare qui a sette minuti e 17 secondi. Sarebbe meraviglioso fare felice un ragazzino canadese di cinquant’anni…

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