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Ridateci il Festivalbar e fate vincere Frah Quintale

12.06.2018

Frah Quintale, classe 1989, ex metà del duo Fratelli Quintale

Tommaso Biagetti

Se ci fosse ancora la mitologica kermesse estiva, il singolo “Missili” (firmato dal cantante-rapper bresciano-milanese con Giorgio Poi) potrebbe tranquillamente ambire al gradino più alto del podio. Bella Frah!

Crescere con due fratelli maggiori significa non poter mai detenere lo scettro del potere: il telecomando della tv. Frah Quintale da bambino avrebbe forse preferito guardare i cartoni animati, ma nei pomeriggi bresciani – con i genitori al lavoro e i due fratelli in casa – il televisore era sempre sintonizzato su Mtv. «Diciamo che ho assorbito senza accorgermene tutta la musica degli Anni 90», ricorda ora. Il risultato di quella overdose di videoclip sta tutto nel suo ultimo disco, Regardez Moi. «La musica mi ha accompagnato per tutta la vita, dai pomeriggi con Mtv al freesytle in cortile con gli amici», spiega a IL. «Le giornate in una città di provincia sono così: te ne vai in giro per il quartiere e non c’è molto da fare. Anche d’estate io restavo a Brescia, con pochi altri bambini e la musica a farmi compagnia». Il rap e il cantautorato lo accompagnano nei suoi tragitti in bicicletta o a piedi, e senza rendersene conto Francesco Servidei, il bambino che sognava di diventare Spiderman per guardare la città da un’altra prospettiva, diventa un musicista.
Racconta mentre è in giro con il tour di oltre 20 date estive: «A Brescia c’è una bella “vibra”, c’è sempre stata bella gente che faceva musica. C’è questa cosa nell’aria, questa voglia di dire la nostra: abbiamo la forza della provincia, ma di una provincia non così lontana da una grande città». Milano, per chi viene da quelle parti, è una calamita: «A Brescia stavo benissimo, ma a un certo punto sono dovuto scappare. Mi sembrava di giocare sempre nello stesso cortile mentre poco distante c’era un parco giochi enorme con tanti bambini nuovi». A questo pendolarismo dell’anima Frah Quintale ha dedicato quella che lui stesso definisce «la canzone che più mi rappresenta adesso», Nei treni la notte: «È un testo che ho scritto mente riflettevo su dove sto andando e da dove vengo», dice.

Il debutto da solista di Frah Quintale è l'album “Regardez Moi”

Tommaso Biagetti

Del suo nome d’arte parla così: «All’inizio io e Merio eravamo i Fratelli Quintale, (Merio in realtà non è suo fratello, ndr). Ci facevamo chiamare così perché eravamo ben piazzati. Io, per dire, avevo superato i cento chili». Poi lui ha perso peso e “fratello”, ed è rimasto solamente lui: Frah Quintale, un ragazzo che beve gin tonic, legge Zerocalcare, ha l’abbonamento a Netflix ma non lo usa spesso, preferisce disegnare – e non segue il calcio.
Se ci fosse ancora il Festivalbar, la sua Missili – in cui duetta con Giorgio Poi – sarebbe la canzone dell’estate. «Adesso mi piacerebbe fare qualcosa con i Coma_Cose e Calcutta», aggiunge. Nella sua playlist di Spotify, intanto, c’è un sacco di musica brasiliana e africana: «Sono andato a una festa in un parco e c’era questa musica qua, ho shazammato i brani e ho scoperto un nuovo genere, anche se parlare di generi musicali non mi piace: se dovessi trovare una collocazione per il mio disco in un negozio, lo metterei semplicemente tra le nuove uscite».

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