Ah, com'è dolce il crepuscolo in riva al mar... Sulla spiaggia dell’Hana-Bi di Marina di Ravenna riparte il Beaches Brew, l'appuntamento che inaugura la lunghissima stagione italiana dei festival (e che quest'anno abbatte ogni confine, guardate infatti che razza di line up...)

È l’appuntamento che inaugura ufficialmente la lunga, lunghissima estate italiana dei festival, e non poteva che svolgersi in riva al mare. Il tour musicale lungo la penisola si inaugura in quell’angolo californiano di Riviera romagnola di cui vi abbiamo parlato pochi mesi fa, ovvero da quello che è il quartier generale estivo di Bronson. Beaches Brew, forse la creatura più conosciuta tra quelle partorite dalla mente di Chris Angiolini e soci, si svolge ogni inizio di giugno (dal 4 al 7) sulla spiaggia dell’Hana-Bi di Marina di Ravenna, ed è diventato nei suoi sette anni di vita, complice la collocazione spazio-temporale strategica, un punto di riferimento per un bel po’ di giovani da tutta Europa (sulle 15mila presenze della scorsa edizione, ben 6mila arrivavano da oltre confine).
Dopo aver esplorato in lungo e in largo le sonorità garage/folk, punk e surf (tra gli ospiti delle ultime edizioni: Ty Segall, King Gizzard and the Lizard Wizard e Shellac, ma anche l’attore Elijah Wood nelle inedite vesti di DJ), quest’anno ha deciso di esplorare quella che un tempo veniva definita “world music” e che oggi, in tempi di rivoluzioni semantiche e mentali, si è affrancata da ogni etichetta e steccato per diventare semplicemente la musica del futuro. Dice Angiolini a IL: «Oggi le novità arrivano sempre di più da angoli remoti del mondo. Sia chiaro, remoti per noi occidentali, abituati a dettare legge soprattutto a livello di avanguardia. I suoni più rivoluzionari sono attualmente sempre di più quelli che arrivano dall’estremo oriente, dall’Africa, dal Giappone e dall’Australia».

 

Llima

Ezra Furman

Tra le anti-star di questa edizione 2018 ci saranno Hailu Mergia, vera leggenda del jazz etiope (riscoperto a 75 anni mentre faceva il tassista a Washington DC), che arriva per la prima volta in Italia; The comet is coming, concept-band guidata dal sassofonista Shabaka Hutchins, figura chiave della nuova scena jazz inglese – nato in Inghilterra ma trasferitosi alle Barbados a sei anni, dove ha imparato a suonare il clarinetto e il sassofono; Ezra Furman, poliedrico artista di base a Chicago capace di attraversare i confini stabiliti (musicali, di genere, di religione), che ha stupito pubblico e critica con il suo quarto disco in studio Transangelic Exodus; la venticinquenne Flohio – vero nome Funmi Ohiosumah, nata in Nigeria e cresciuta nella periferia di Londra, tra le protagoniste della recente new wave rap nel Regno Unito (Naomi Campbell su Vogue UK l’ha inserita tra le 10 donne che stanno cambiando il nostro futuro; il prolifico compositore e produttore siriano Rizan Said, salito alla ribalta recentemente grazie al lavoro con la superstar della dabka Omar Souleyman; le sorprendenti architetture sonore della ventiquattrenne Britney Parks da Cincinnati, in arte Sudan Archives, con il suo mix di sperimentazione elettronica e fiddle africano (musica tradizionale basata su violino e strumenti a corda); Nadah El Shazly, musicista e cantante egiziana tra le più interessanti nuove scoperte provenienti dal Nord Africa in questi ultimi anni; il trio texano Khruangbin, che mette in testa alle sue principali influenze il rock thailandese degli Anni 60.

 

Downtown Boys

Khruangbin

Si tratta di uno spettro di suoni e di latitudini incredibilmente ampio (e, diciamolo, con una quota rosa che fa invidia a molti tra i festival italiani più blasonati) a dimostrare che se c’è una cosa positiva in questo nostro mondo globalizzato è certamente l’abbattimento degli steccati culturali dettati dalla distanza, con nuove prospettive che si aprono ogni giorno alle orecchie un po’ asfittiche di noi europei. Intraprendiamo allora la strada verso la Romagna, curiosi di vivere un’insolita quattro giorni di musica e mare; quattro giorni con concerti completamente gratuiti (eh, già..) che dalla spiaggia dell’Hana-Bi ci porteranno ai quattro angoli del pianeta.

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