Mettete da parte i luoghi comuni e prendete nota di quello che succederà, qui, nelle prossime settimane, tra festival estivi ed eventi vari legati a musica, fumetti, cinema, muralismo, design. Nella regione più bistrattata d'Italia di cose ne accadono. E parecchio buone

Il festival più togo* della Calabria (o del Sud?) in una delle città a più alta densità mafiosa della Calabria (e del Sud), ma anche la più sprovincializzata, proiettata com’è al resto del mondo grazie al suo aeroporto internazionale. È a Lamezia Terme che nacque nel 2013 il Color Fest: per la sesta edizione si è scelto un borgo di mezza montagna – Platania – affacciato sulla Piana lametina: qui il 4 e 5 agosto The Zen Circus e Donatella Rettore, Coma Cose e Cosmo, Frah Quintale e Willie Peyote, Iosonouncane e Federico Cimini saranno tra gli artisti che si alterneranno sul palco come novelli “Figli delle stelle” (© Alan Sorrenti). Ma non saranno i soli nomi dell’estate calabrese.

Generazione “mainagioia”
Intanto, se si parla di figli, Color darà voce a una generazione. «Mi viene da dire che la mia possiamo definirla un po’ la generazione del “mainagioia”», commenta Cimini, talento che giocherà quasi in casa essendo nato a San Lucido, perla del Tirreno cosentino, «quella in cui per raggiungere degli obiettivi devi sudare molto, i sacrifici sono maggiori dei risultati ed è facile sentirsi fregati. Questi sono i sentimenti che mi hanno spinto a scrivere La legge di Murphy, per esempio, e non mi meraviglia il fatto che molti ragazzi si siano immedesimati. La Calabria in tutto questo è l’esempio di quanto ci sia bisogno di una spinta generazionale, ma anche di molta volontà. In poche parole, dobbiamo costruirci il futuro da soli ed è arrivato il momento di farlo».
Fare è tra i verbi più usati da una generazione dipinta come bambocciona. «Fare il Color in Calabria non è una scelta, ma è il motivo stesso per il quale il festival esiste – gli fa eco Mirko Perri, direttore artistico della manifestazione –. Color nasce da questo, dalla voglia di restare, per fare. Altrimenti saremmo tutti partiti e magari non tornati, chi rimane in Calabria non ha altra scelta che provare a cambiare le cose, a prescindere dall’ambito di interesse. Farlo in un altro posto magari sarebbe stato molto più semplice, burocrazie migliori, ricettività maggiore, territori demograficamente più importanti, ma la magia di vedere realizzato un sogno dentro casa propria non è qualcosa che si può spiegare a parole».

Altrove Festival

Angelo Jaroszuk Bogasz

Tra abbandono e paesologia
Proprio per meditare sulla nuova emigrazione, sugli abbandoni forzati o evitati e su altri temi suggeriti da Mirko e Federico – oppure no –, tra un concerto e un dj set del Color Fest consigliamo un salto nell’antro di Caronte, millenaria stazione termale rimasta pressoché intatta dal Settecento: quasi un monumento alle potenzialità turistiche e naturalistiche di questi luoghi, non di rado inespresse.
Una nuova formula per esprimersi l’hanno invece trovata i ragazzi che da un lustro, un decennio al massimo, si “sbattono” per il loro, di festival, ma non disdegnano di fare anche rete: sono per lo più venti-trentenni che non sono partiti questuando finanziamenti a enti locali e istituzioni. Al posto del classico cappello-in-mano da porgere al politico-di-turno hanno i loro flyer con cui colorare gli 800 chilometri di costa e l’entroterra calabro.
Il bello di questa nouvelle vague è che a parlare una nuova lingua, lontana dall’evento calato dall’alto, dalle location per il «nome grosso» e dai «suggestivi scenari» (anche nella variante «atmosfere mozzafiato») sono spesso le aree interne del Sud, l’«osso» su cui teorizzò Manlio Rossi Doria per distinguerlo dalla «polpa» delle pianure rigogliose.
E allora, ecco che anche quest’estate torneranno, tutti nel Cosentino, appuntamenti come Joggi Avant Folk (dal 16 al 18 agosto a Santa Caterina Albanese) e Cleto Festival (19-21 agosto nel ripopolato borgo del basso Tirreno cosentino), mentre Emigration Song (12-13 agosto a Santa Sofia d’Epiro) con le sue 20 edizioni alle spalle apre degnamente questo solido pacchetto di festival per così dire «paesologici», un po’ come quello di Aliano in Basilicata o lo Sponz nell’Irpinia di Capossela.
Ma un ideale itinerario attraverso i festival sparsi per la Calabria può durare anche due mesi o poco meno.

Altrove Festival

Il cinema all’alba
Benvenuti, o ben ritrovati, nella «terra dove tutto è possibile» come da frase-manifesto dei ragazzi de La Guarimba, associazione culturale che nel nome richiama il «posto sicuro» degli indios venezuelani. Anche La Guarimba International Film Festival (dal 7 all’11 agosto ad Amantea, poco a nord della piana del Lametino ma già in territorio basso-tirrenico cosentino) spegnerà sei candeline come il Color.
Si apre con la proiezione in anteprima mondiale di Lucia Cafeina, film realizzato dal duo spagnolo Burning Percebes all’interno della residenza creativa de La Guarimba 2017; si chiude con il lavoro di ricerca audiovisiva sulla musica popolare e i riti in Calabria firmato Vincent Moon, regista francese di videoclip, cinema sperimentale e documentario. In mezzo: 68 cortometraggi in competizione e un totale di 138 corti proiettati a rappresentare più di 40 nazioni. Oltre 1500 i lavori pervenuti, «un’assoluta ricchezza espressiva proveniente da tutti i continenti, che attesta la riconoscibilità e il carattere fortemente internazionale del festival», gongolano, a ragione, Giulio Vita e soci. La novità di quest’anno sarà la sezione fuori concorso “Insomnia”, «un contenitore aperto a linguaggi inediti, nuove tecniche narrative e alle infinite modalità del mezzo filmico»: appuntamento l’8 agosto alle 3 del mattino sulla riva del mare su cui affaccia il borgo che gli arabi ribattezzarono «al-Mantiah», la Rocca. Per chi non può tirar tardi o restare sveglio fino all’alba si rinnova invece La Grotta dei Piccoli, spazio di cinema per bambini in collaborazione con Unicef Italia.
«L’idea», ci spiega Vita, «è nata dall’amore, dalla voglia di costruire e di non accettare tutto quello che già esisteva. È anche nata dall’amore per le mie radici calabre e dalla voglia di essere parte della soluzione e non delle lamentele». E per continuare cosa serve? «Per quello mi aiuta il mio Dna calabro-venezuelano: la testardaggine del peperoncino da un lato e dall’altro la consapevolezza mistica che tutto possa cambiare se uno ci prova».

La Guarimba International Film Festival

FRAC Festival

Nicolò Parsenziani

FRAC Festival

Nicolò Parsenziani

Color Fest

Corrado Lorfida

FRAC Festival

Nicolò Parsenziani

Quattro giorni di contemporaneo
Nello stesso periodo della Guarimba, Catanzaro ospita Altrove (8-9 agosto): la quinta edizione – tema: Post-Graffiti Stress Disorder – prevede una residenza artistica per dieci nomi provenienti da tutta Europa, una mostra collettiva al Museo Marca e la realizzazione di una nuova opera d’arte pubblica contemporanea. Oggi come ieri riecheggia una domanda che arriva direttamente dalla Manhattan di Haring e Basquiat: è possibile musealizzare la street art? Risponde Edoardo Suraci, direttore artistico dell’evento: «Un museo che ancora svolge la funzione di decidere, in pratica, chi è un artista o meno, non può tenere gli occhi chiusi su cosa sta successo in strada. I graffiti e la loro evoluzione rappresentano l’estetica e la velocità del nostro tempo, in tutta la sua contraddittoria bellezza».
Sospeso tra sonorità elettroniche e arti visive il FRAC – Festival di ricerca per le arti contemporanee (10-11 agosto), quarta edizione. Restiamo sempre nel capoluogo calabrese, che ospiterà una felice contaminazione fra performance live e dj set (come Floating Points, Mavi Phoenix e Nu Guinea).
Per Nicoletta Grasso, direttrice artistica, «fare FRAC in Calabria, una regione che fino a quattro anni fa era vergine su questa tipologia di eventi, è soprattutto una scommessa: realizzare un festival in siti archeologici e ministeriali è già di per sé molto difficile ma il risultato visivo lascia a bocca aperta. Dal primo anno c’è stato un grosso desiderio di dare un respiro internazionale a questa regione e spingere i turisti a venire qui coniugando vacanza/arte/musica/scoperta del territorio, come avviene in tante altre regioni. Direi che siamo decisamente sulla buona strada». L’obiettivo è far sedimentare i linguaggi in «una nuova narrazione multidisciplinare». Quest’anno ci sarà anche Myss Keta tra gli ospiti.

Il Materia Design Festival

A settembre, souvenir e fumetti
A fine estate tornano le arti visive. Il tema della terza edizione di Materia Design Festival (20-23 settembre) sarà “PASTmeetsFUTURE”, il curatore l’architetto e designer Sergio Fabio Rotella, catanzarese con studio a Milano e Pechino che porterà nella sua città di nascita un bagaglio professionale fatto di esperienze da New York a Dubai, da Fiat a Swatch. «Il saper fare calabrese – dice Rotella, nipote di Mimmo, il maestro del décollage (1918-2006) – ha una storia millenaria proveniente da culture nobili come quella greca e bizantina. Memorie e tecniche che nel tempo sono state tramandate dalle diverse generazioni: dalle ceramiche ai tessuti, dalle lavorazioni dei metalli preziosi a quelle del legno, fino alla cucina tradizionale». In una Regione «immersa in una natura strepitosa con eccellenze indiscusse ma che non è riuscita negli anni a comunicarsi e a svilupparsi come avrebbe potuto» nasce l’idea di realizzare «una serie oggetti e arredi di respiro internazionale,  attraverso la mostra “DesignMadeInCalabria” in cui designer internazionali si contamineranno con aziende e artigiani locali per la realizzazione di prodotti dal design contemporaneo evoluto partendo dalle tradizioni». Ci sarà spazio anche per souvenir concepiti per «svecchiare quelli esistenti e aumentare l’appeal della nostra regione».
La cavalcata si chiude a Cosenza con la dodicesima edizione de Le Strade del Paesaggio (21-23 settembre). Arte, formazione e promozione del territorio le tre linee guida del direttore artistico Luca Scornaienchi. «Facciamo leva sul fumetto come arte popolare e di tutti, e negli anni abbiamo avuto un riconoscimento nazionale, con sempre più autori dall’estero e un Museo che ci ha permesso di rendere stabile e duratura la nostra intuizione». Allo stesso modo, la formazione si è evoluta dai workshop a una scuola vera e propria, mentre il racconto del territorio passa da iniziative come gli albi fuoriserie: quello di Dylan Dog è unico nel suo genere essendo realizzato ad hoc per una città. «Il pubblico extraregionale ci dimostra che stiamo facendo bene» dice Scornaienchi, affiancato dal team della cooperativa Cluster. Tra i primi ospiti annunciati a LSDP figurano Miguel Angel Martin, il «miglior disegnatore europeo di fumetti» secondo il Time, David Lloyd, autore di V for Vendetta, e il disegnatore di Pocahontas, John Pomeroy.
Il borgo bruzio ha finora ospitato artisti del calibro di Milo Manara, Gilbert Shelton, Tanino Liberatore, Riccardo Mannelli, Angelo Stano, Bruno Brindisi, Davide Toffolo ed Enrique Breccia. Si riparte dalle oltre 25mila presenze registrate nell’ultima edizione. A inaugurare l’edizione 2018 Casa Surace, la factory–casa di produzione nata nel 2015 da un gruppo di amici e coinquilini e oggi community social identitaria ma con ironia.

* TOGO, ovvero “cool” in slang giovanilistico calabrese anni Ottanta: gli hipster autoctoni di oggi sono orgogliosamente nostalgici e citazionisti

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