Agenda

Tre mostre, tre scelte d’autore

IL 105 12.10.2018

Un austriaco a Parigi, due italiani a Londra e un giapponese alla reggia di Versailles. Gli appuntamenti d'arte da non perdere

Franz West, Plakatentwurf (Passstücke, Gagosian Gallery N.Y.) 2008

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FRANZ WEST

Scelta da Simone Menegoi, direttore artistico di Arte Fiera Bologna

 
Perché va vista: «È la mostra più vasta organizzata fino a oggi sul lavoro dell’austriaco Franz West (1947-2012), uno degli artisti europei più influenti degli ultimi cinquant’anni. Prolifico ed eclettico (si è misurato con il disegno, la scultura, il video; ha collaborato con scrittori, musicisti, coreografi) ha ripreso l’ossessione per il corpo tipica dell’arte viennese, da Klimt e Schiele in poi, in modo al tempo stesso provocatorio e ironico. Le sue sculture sono bizzarre protesi da indossare, o canapè su cui allungarsi; i suoi collage mescolano pornografia e fumetti; le sue opere pubbliche associano forme falliche, o fecali, a colori pop».
Opera simbolo: «Passstücke mit Box und Video, del 1996: una specie di “camerino” in cui si possono indossare i “passstücke”, sculture-protesi di cartapesta a cui l’artista viennese affidava il compito (semiserio) di “materializzare le nevrosi” degli spettatori».
 

Franz West
Dal 12 settembre al 10 dicembre 2018
Centre Georges Pompidou
Parigi

Andrea Mantegna, Il Trionfo della Virtù (o Minerva scaccia i Vizi dal giardino della Virtù) 1502

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MANTEGNA AND BELLINI

Scelta da Paola Marini, direttrice delle Gallerie dell’Accademia di Venezia, dove è in corso, fino al 6 gennaio 2019, la mostra Il giovane Tintoretto

 
Perché va vista: «Straordinario e appassionante è il confronto serrato tra questi geni dell’arte del Rinascimento, i quali, oltre che colleghi e talvolta rivali, furono anche cognati. Il primo totalmente coinvolto in una sublime reincarnazione del mondo classico, il secondo capace di una tenerezza sentimentale e di un’immersione nella natura che diventeranno motivi guida della pittura veneziana».
Opera simbolo: «Da non perdere assolutamente la ricongiunzione temporanea di due opere di Mantegna: la Discesa al limbo, già nella collezione Johnson, e la Resurrezione, da poco riscoperta all’Accademia Carrara di Bergamo, uno dei più importanti ritrovamenti degli ultimi anni».
 

Mantegna and Bellini
Dall’1 ottobre 2018 al 27 gennaio 2019
National Gallery
Londra

3

HIROSHI SUGIMOTO

Scelta da Lorenzo Fiaschi, cofondatore e condirettore di Galleria Continua (San Gimignano, Pechino, Les Moulins, L’Avana)

 
Perché va vista: «La reggia di Versailles è un’istituzione classica diretta da Catherine Pégard, che da dieci anni ha inaugurato il suo programma d’arte contemporanea invitando alcuni dei più grandi artisti viventi a dialogare con lo spazio immenso dei suoi giardini e con l’architettura barocca della Reggia. C’è grande attesa per il progetto dell’artista giapponese, che per la prima volta utilizzerà come spazi espositivi i giardini della tenuta di Trianon, che ospita due palazzi, il Grande e il Piccolo Trianon, appartati e immersi nel verde: sono gli edifici in cui i sovrani cercavano un po’ di tregua dall’etichetta di corte».
Opera simbolo: «Vige assoluto riserbo sul progetto: l’artista anticipa soltanto che coinvolgerà arte, architettura e performance».
 

Hiroshi Sugimoto
Dal 16 ottobre 2018 al 20 gennaio 2019
Chateau de Versailles
Versailles
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