Appendice

Tv, forbici e quadernoni. Essere Punk, 40 anni fa

16.10.2018

Due ragazzini scoprono Sex Pistols e compagni grazie a un programma trasmesso su Rai2. Folgorati, iniziano a riempire i fogli di scuola con appunti e ritagli, dando vita a una piccola enciclopedia domestica sulla nuova musica. Quelle pagine sono uscite ora dai cassetti, per un romantico Amarcord: in tempi pre-pre-Internet, amare il rock era davvero un'altra storia

Ogni volta che racconto a qualcuno che ho iniziato ad ascoltare musica – e che musica… – a dieci anni, la risposta è sempre la stessa: no, dai, è impossibile. Eppure, è successo per davvero, e per un caso fortuito, grazie all’ormai celebre servizio di Odeon – Tutto quanto fa spettacolo dedicato alla nuova ondata punk rock britannica. L’autore, il giornalista e regista di documentari Raffaele Andreassi, è stato il primo in Italia e in televisione a parlare, pur in maniera approssimativa e sensazionalistica, di Sex Pistols, Ultravox!, Boys, Slits, nomi tutt’altro che scontati della scena londinese di quel tempo.

In quel giorno di ottobre 1977 in cui andò in onda quel servizio su Rai2, all’interno di un programma che aveva come sigla un pezzo del “dinosauro” Keith Emerson, la mia vita cambiò inesorabilmente. Non potrei giurare sul quella di mio fratello, ma credo che la pensi più o meno allo stesso modo, visto che, pochi giorni più tardi, obbligammo nostra madre ad accompagnarci in un negozio di dischi del centro di Biella per comprare il nostro primo disco punk. In mancanza della band di Johnny Rotten, il cui LP ancora non era uscito, optai per I’m Stranded degli australiani Saints, consigliato dal commesso del negozio, che sembrava sapere di che cosa si stesse parlando. Con il trentatré giri sotto braccio e la fonovaligia di nostro zio piazzata in camera da letto, cominciarono le prime esplorazioni ed esperienze della mia vita: copertina in mano, per poterla studiare nei minimi particolari, busta interna con foto o testi (quando c’erano), attenzione maniacale a qualunque dettaglio e, per finire, ricerca spasmodica di informazioni in un’era in cui “tecnologia” era ancora un concetto labile.

In mancanza di interesse generale per il punk da parte di radio e televisione, le poche riviste di musica esistenti, qualche rotocalco e persino il Guerin Sportivo, dedicato al calcio (ma non solo) erano l’unica fonte di conoscenza, la base di ciò che, quasi quarant’anni più tardi, formerà l’ossatura de Il Quaderno Punk 1979/1981 – La nascita del nuovo rock italiano. Cos’è questo fantomatico quaderno, vi starete chiedendo? Potremmo definirlo il nostro tentativo di mappare la scena del cosiddetto ‘nuovo rock’ senza velleità di completezza: nessuna necessità di archiviare, ma solo di mettere assieme la maggior quantità possibile di informazioni. Il “quadernone”, come lo chiamavamo noi, era a stretto uso personale, nessuno l’ha mai neppure visto prima di questa pubblicazione, e rappresenta il nuovo rock italiano dal punto di vista di due ragazzini perduti nella provincia italiana.

Il nostro processo di apprendimento, nondimeno, era lentissimo per ovvi motivi: la scarsa reperibilità dei dischi e una cronica mancanza di soldi ci costringevano a ponderare le scelte e a comperare in maniera oculata, un concetto difficilmente spiegabile a chi oggi è abituato ad avere a disposizione l’intero universo musicale su Spotify. Era più bello? Chissà, forse sì, certamente permetteva di seguire un percorso personale e più meditato, ricco di epifanie che, quasi mai, mi è ricapitato di provare. La parola ‘punk’, solitamente associata a protesta, spille da balia, rumore e dilettantismo, per me significa invece gioia della scoperta e ricordi quasi d’infanzia, certamente di primissima gioventù. Il mondo, alla velocità di un 45 giri, sembrava davvero fantastico.

L’autore di questo articolo, Stefano Gilardino, è nato nel 1967. Giornalista e scrittore, lo scorso anno ha pubblicato La storia del Punk (Hoepli). Quaderno Punk ripropone in modalità anastatica tutte le pagine a quadretti sulle quali lui e il fratello Fabrizio (1961) riportavano notizie, schede e ritagli di giornale relativi alle loro band preferite.

Il Quaderno Punk – 1979-1981. La nascita del nuovo rock italiano

Goodfellas, 111 pagine, 20 euro con cd allegato
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