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Vi trasmettiamo dal marciapiede di fronte

IL 105 09.10.2018

La milanese Radio Raheem ha lo studio che si affaccia su via Corsico, in zona Navigli

Musica libera e vita di quartiere. Come si fa la cosa giusta a Milano? Creando una street radio sui Navigli

I milanesi un po’ più in là con gli anni (non occorre essere ottuagenari, basta averne una quarantina) probabilmente ricordano un “casottino” di vetro e ferro sulla riva carrabile della Darsena, dal quale fino alla metà degli anni Ottanta trasmetteva Radio Meneghina, la storica radio privata dialettale di Milano. Oggi che la zona è stata riconsegnata alla movida serale (e il casottino in vetro e ferro è diventato una micro-galleria d’arte, l’Edicola Radetzky), quello di Radio Meneghina rimane – oltre che un ricordo assai suggestivo – pure un curioso antesignano di un format ultimamente molto di moda, quello delle street radio. Un format di per sé abbastanza semplice – una radio, uno studio a livello strada, visibile dai passanti – che allude forse a una simbolica riappropriazione della dimensione local nell’epoca naturalmente global della radio via web.

Gli esempi sono ormai numerosi: East Village Radio a New York, Soho Radio e Nts a Londra, Red Light Radio ad Amsterdam… Tutte native del web, tutte molto consapevoli tanto del loro ruolo sul territorio quanto della propria presenza social. Pure Milano partecipa alla festa: Silver Music Radio, per esempio, trasmette da una ex panetteria in zona Giambellino, e poi – a poche decine di metri proprio dalla vecchia Radio Meneghina, in una traversa del Naviglio Grande – c’è Radio Raheem. Che prende il nome da uno dei personaggi più memorabili del film di Spike Lee Fa’ la cosa giusta e che in poco più di un anno è diventata un solido punto di riferimento per tutte quelle musiche che in radio ci passano difficilmente: dubstep, grime, twee, vaporwave, post-disco, afro… I soci fondatori arrivano dai classici circuiti creativi milanesi (discografia, video, marketing, locali notturni), e forse, proprio grazie alla lontananza dal mondo della radio tradizionale, riescono a essere folli a sufficienza per spiegare il loro progetto dicendo: «Se uno dei nostri conduttori vuol fare ascoltare un’ora di John Cage, per noi va benissimo, non c’è problema».

John Cage a parte, per i deejay internazionali di passaggio a Milano un salto negli studi di Radio Raheem per un set improvvisato è ormai diventato parte della routine. «Cerchiamo di tenerci in equilibrio tra due estremi», spiegano a Raheem. «Ovvero rappresentare degli interlocutori credibili per chi lavora nella musica all’estero, cosa che ovviamente fa molto piacere, ma anche essere una radio che racconta il territorio, la rifioritura culturale della città di Milano negli ultimi anni». Di certo, le telecamere che riprendono gli studi quando c’è qualcuno in onda riflettono – attraverso la grande vetrata che sta di fronte ai microfoni – anche scampoli di vita dei Navigli, pure in orari extra-movida: un feed video che, alla lunga, può diventare ipnotico. Per non rischiare di cadere nella routine, come già lo scorso anno nella prima settimana di novembre, Radio Raheem si trasferirà a Torino per raccontare il festival di musica elettronica Club To Club. Ma poi torna sui Navigli, eh…

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