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La leva indie-pop della classe del ’95

21.11.2018

I Segreti si sono formati nel 2013

Della serie, aria nuova nella musica italiana: I Segreti, stessa età, stessa città (Parma), stessa voglia di sentirsi "generazionali”

Nell’era dominata dal dio Seo (Search Engine Optimization), scegliere un nome sbagliato per un gruppo può essere fatale. Prendete I Segreti, per esempio, la pop band parmigiana dalle sonorità che ricordano i genovesi Ex Otago e i milanesi Canova: bravi, ma quasi introvabili sul web. Se non ci credete, provate a googolarli. Per fortuna c’è Spotify, lì sì che li potete trovare (e ascoltare). All’inizio erano I segreti di Charlotte, poi questa Charlotte s’è persa per strada; così come il quarto componente del gruppo, e sono rimasti solo in tre: Angelo Zanoletti (voce, tastiera e synth), Emanuele Santona (basso) e Filippo Arganini (batteria). Tutti classe 1995, tutti di Parma ma con background musicali diversi. «Io sono cresciuto con i cantautori, primo tra tutti Francesco De Gregori», racconta Angelo. «Emanuele è l’anima rock ed esterofila, mentre Filippo è una via di mezzo». Da queste influenze nasce la loro musica, per ora tutta racchiusa dentro le otto canzoni di Qualunque cosa sia, il loro primo album (Futura Dischi).

«Qualunque cosa sia arriva in punta di piedi e non ha pretese», raccontano. I nostri brani racchiudono sempre testi dal taglio introspettivo e fortemente empatico, resi facilmente fruibili da un sound fresco e immediato». Nelle canzoni c’è sempre un “io” di sottofondo, «ma è un io plurale», spiega Angelo, «un io che in realtà è un noi, perché l’obiettivo è che chi ascolta si riconosca nei nostri brani». Sono testi che il trio non si vergogna a etichettare come “generazionali”, perché «hanno dentro le paure, i sentimenti e le mancanze dei ventenni di oggi, prima tra tutte la mancanza di valori forti, di qualcosa in cui credere. Persino la religione è distante, anche se invece per me la parrocchia è stata molto importante»

"Qualunque cosa sia” è il titolo del loro primo album

Il successo è arrivato l’estate scorsa con Vorrei solo, Torno a casa e L’estate sopra di noi, ma la canzone più intimista e forse più riuscita del disco è Sofia: «È anche quella che ci rappresenta di più», svela Angelo, «soprattutto perché parla di quell’insicurezza che ognuno di noi ha e che è “come un lento che non finisce mai”». I Segreti sono partiti per il loro tour, 20 date in giro per l’Italia dove suonano i brani del loro disco più qualche cover (Battisti e Jovanotti, solo per citare un paio di nomi). «È un momento di passaggio», confessa Angelo, «sai che cosa aspettarti ma anche no. È come fare un salto nella musica “vera”, passare da sotto a sopra il palco. Per uno come me, che preferisce stare a casa a scrivere le canzoni, è una bella sfida». Disco, canzoni, tour, va bene: ma qual è, anzi, quali sono questi segreti? «Se te lo dico che segreto è?».

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