Un materiale pregiato, sottoposto a tre tipi di test, uno scanner digitale e due manuali, per una sedia che si richiama ai locali americani degli Anni 60

Le origini di Frag non sono quelle di produttori di mobili, ma di venditori e conoscitori di pelle, ci racconta con orgoglio il responsabile sviluppo prodotto, Michele di Fonzo: «I miei bisnonni avviarono un’attività di commercio di pellame nel 1921, a Udine, mentre i miei nonni proseguirono con un negozio di oggettistica e abbigliamento, sempre incentrato sul pellame. I miei genitori hanno creato il marchio Frag iniziando ad applicare questa lavorazione a sedie e ad altri elementi di arredamento. Con me e mia sorella siamo arrivati alla quarta generazione».

Una passione che si traduce nella volontà di bilanciare l’estetica voluta dal designer con la funzionalità e con l’eccellenza di un processo che, per quanto industrializzato, resta in parte artigianale. «Prendiamo la sedia Olimpia, disegnata da Dainelli Studio. Una seduta minimale, adatta sia al privato sia al contract. Mi è subito piaciuto il fatto che ricordasse le sedie delle tavole calde dell’America anni Sessanta, per le quali si usava il vinile lucido. Noi l’abbiamo rivisitata, rendendola un oggetto molto pregiato, in pelle all’anilina, con un fusto metallico verniciato in ottone spazzolato».

Nonostante l’aspetto semplice, la complessità c’è ed è racchiusa nei due bottoni frontali: «Due alamari che devono essere tirati e fissati sulla scocca posteriormente. Solitamente questo avviene tramite un’apertura alla quale vengono fissati, ma in questo caso siamo riusciti, con una lavorazione particolare, a non tagliare la pelle, calzandola direttamente sulla struttura interna». S’intuisce così l’imperativo di valorizzare la pelle al suo meglio: «Prima della cucitura finale, abbiamo tre tipi di analisi. Diamo regole molto rigide ai nostri fornitori, tutti italiani, per quanto concerne metrature o tono del colore: una materia prima naturale come la pelle ha spesso piccole differenze, ma l’uniformità generale è fondamentale». Quando il pellame entra in azienda, l’operatore lo controlla con una sorta di gigantesco scanner, e tramite un apposito dispositivo segnala eventuali imperfezioni: «Queste segnalazioni vengono memorizzate dalla macchina, che taglia il pellame in base alle sagome fornite ed evita i difetti. Successivamente l’occhio attento di un esperto controlla nuovamente tutti i pezzi».

La sedia Olimpia è stata disegnata da Dainelli studio. Semplice e con un design minimale, è stata rivisitata da Frag

Durante la cucitura è molto importante la lavorazione del bordo. In alcuni casi, come nel cuoio, non sarà mai al 100 per cento in tinta con il resto del prodotto: verrà quindi ricolorato in tre passaggi manuali». Per le sedie Olimpia il custom made è ampio: «Parliamo di oltre un centinaio di varianti, che possono aumentare notevolmente se ci riferiamo al colore del fusto abbinato al colore del pellame, per non parlare dei tessuti. Ma la mia preferita resta la finitura in ottone, con una bella pelle all’anilina marrone scuro, che si allontana dall’idea della tavola calda e ne stravolge magnificamente il concetto».

A fine novembre Frag sarà al Salone del Mobile di Shanghai con Olimpia e con gli altri prodotti presentati a Milano. «Contemporaneamente, il nostro studio di progettazione interno lavorerà ai disegni tecnici preliminari e a qualche campione in vista del prossimo Salone del Mobile di Milano», conclude di Fonzo. Sempre alla ricerca del progetto ideale per la pelle perfetta

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