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Per fortuna c’è la carta

IL 107 30.11.2018

L’odore del quotidiano, la fragranza del rotocalco, le immagini che hanno una consistenza tattile. Solo così il pensiero si stampa nella memoria

Ho un rapporto particolare, fisico, con la carta: mi piace il tipico odore del quotidiano fresco di stampa, la croccantezza delle pagine patinate di un rotocalco. Può suonare strano, ma ho sempre l’impressione che le parole e le immagini stampate si possano toccare, che diventino eterne.

La mia giornata inizia con la lettura dei principali quotidiani: un rito cui non rinuncio mai, neppure in vacanza, e che mi accompagna da sempre. Sugli argomenti che più mi colpiscono amo confrontarmi costantemente con chi mi sta intorno. Il bello della carta stampata è proprio questo fluire di idee che ne nasce. È notare un titolo a caratteri cubitali o uno scatto, discuterne, rifletterci. Altrove si perde un po’ tutto, perché si viaggia a una velocità diversa, ed è più facile farsi distrarre, spostare l’attenzione, dimenticare.

Viviamo, oggi, immersi in un vorticoso e continuo flusso di informazioni che velocemente si accumulano fino ad annullarsi. Tanto che a volte non si riesce a orientarsi o a distinguere il vero dal falso, la “bufala” montata ad arte dal fatto veramente accaduto. Accanto a esperti e giornalisti seri, sono tanti coloro che si improvvisano opinionisti, anche quando non sembrano avere credibilità o titolo. Sui giornali – dove le parole e le immagini vengono fisicamente impresse – credo si possa ancora leggere la notizia raccolta e riportata con cura, meno frettolosa e superficiale.

Per questo, accanto all’informazione digitale, che coglie l’attimo di ciò che accade nel mondo, non può non esserci il prezioso strumento dell’approfondimento e la lettura consapevole di articoli scritti da professionisti che hanno gli strumenti e l’esperienza per raccontare le complessità del mondo contemporaneo. Questo naturalmente ha un costo e richiede tempo attenzione e concentrazione, ma l’acquisto del giornale garantisce un’informazione professionale, accurata e – aspetto non secondario – formalmente corretta. Personalmente leggere i giornali è un modo per arginare sensazioni e chiarire dubbi, arricchirmi culturalmente, restare ancorato alla realtà vera e non perdermi in quella virtuale.

Trovo l’infatuazione per le nuove forme di informazione, che pure sono mezzi utili, piuttosto pericolosa, direi miope. Soprattutto se per questo viene sacrificata proprio la carta, come a dire che è meglio la quantità veloce della qualità “sedimentata”. Devo ammettere che mi preoccupa e mi dispiace vedere il settore dell’editoria in crisi, sapere inoltre che sempre più spesso figure professionali importanti abbandonano la vita di redazione per dedicarsi ad altro. I tempi cambiano, certo, ma non è un buon segnale.

Io preferisco la carta, l’inchiostro che a volte al tatto pare quasi a rilievo, e la resa delle immagini sulla pagina, che grazie alla sua sottile imperfezione ne accentua il fascino.

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