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Tornare a casa con Julia

22.11.2018

Julia Roberts e Stephan James in "Homecoming"

La serie “Homecoming” non ha deluso le aspettative: un thriller cospirazionista confezionato con grande maestrìa e una straordinaria attrice protagonista (la Roberts). Visto che è tempo di bilanci stagionali: ai primi posti della playlist 2018

Tra le cose che funzionano di Homecoming c’è la durata. Quei trenta minuti circa a episodio che danno forma a una storia dal passo veloce, che dice quello che deve dire, senza perdere tempo. È un’anomalia nei drama – nei quali di norma si superano i cinquanta minuti – ma è anche una vera benedizione in tempi di “peak tv”. Approdata il 2 novembre su Amazon Prime Video, la serie è un thriller psicologico d’ispirazione hitchcockiana che fa della sperimentazione il suo grande punto di forza.

Protagonista è Heidi, interpretata da Julia Roberts, nel ruolo di una terapista assunta presso l’Homecoming Transitional Support Center, allo scopo di aiutare i soldati reduci di guerra, affetti da PTSD, a reinserirsi nella società come civili. Ma la storia fa presto un balzo in avanti, e ci ritroviamo quattro anni dopo, nel 2022, con la donna che lavora come cameriera, senza sapere il motivo per cui ha abbandonato il vecchio lavoro. La trama è ispirata all’omonimo podcast (del 2016) creato da Eli Horowitz e Micah Bloomberg, qui nel ruolo di showrunner. Alla regia di tutti e dieci gli episodi c’è invece Sam Esmail, il creatore dell’acclamata Mr. Robot, che anche questa volta mette in scena uno stile raffinato, moderno e rétro insieme, tra lunghi piani sequenza, split-screen, cambi di formato (da 16:9 a 1:1) e altri virtuosismi. Mai fini a se stessi. Homecoming è uno dei rari casi in cui la forma è sostanza perché al servizio della narrazione. Di una storia che alterna passato e presente, e che mescola mistero, suspense, complotti e quel senso di perenne paranoia e sfiducia nelle istituzioni che ricorda non poco la serie distopica che ha reso celebre il regista. Dalla colonna sonora ai colpi di scena ben studiati, tutto è calibrato per accompagnare lo spettatore in un affascinante viaggio alla ricerca della verità.

Shea Whigham

Bobby Carnevale

Dermot Mulroney

Bobby Carnevale

Su tutto, lei: Julia Roberts, con il suo talento e il suo sorriso. Al debutto nelle serie tv, l’attrice non delude le aspettative e costruisce un personaggio ambiguo, inizialmente difficile da inquadrare, che si riscatta sempre di più con il proseguo degli episodi. Al suo fianco, un cast di livello: dal sempre bravo Bobby Cannavale, che interpreta il capo di Heidi, sino a Dermot Mulroney, espressamente voluto da Esmail per il ruolo del fidanzato della protagonista, quasi a voler creare un ipotetico seguito de Il matrimonio del mio migliore amico. In realtà, la storyline più importante della serie è quella di Heidi e Walter Cruz (Stephan James), suo paziente: tra i due si instaura un rapporto di grande complicità, che regala alcuni dei momenti più emozionanti e una storia delicata, fortemente umana.

Homecoming ci insegna questo: che un eccessivo minutaggio non sempre è sinonimo di qualità, che creare un half-hour drama di successo (la serie è stata accolta molto bene dalla critica) è possibile. L’ultimo show originale di Amazon è un gioiellino: magnetico, avvincente, perfetto per il binge racing. È vero, Less is more.

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