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Ahmadinejad è tutto un cinguettìo

IL 107 11.12.2018

L’ex presidente iraniano, Mahmoud Ahmadinejad

L’ex presidente iraniano medita il rientro in politica. Intanto, impazzito per Twitter (che lui stesso aveva bandito), discetta di football americano

Le sanzioni degli Stati Uniti all’Iran hanno acceso una battaglia a colpi di citazioni del Trono di Spade tra Washington e Teheran. Donald Trump ha annunciato su Twitter la stretta sul greggio iraniano con una sua foto e la scritta «Sanctions are coming» parafrasando il celebre motto della serie tv Winter is coming. E anche lo stile dello scatto e il tipo di carattere utilizzati riprendeva la saga nata dalla penna di George R. R. Martin. Gli ha risposto il generale Qasem Soleimani, comandante dell’unità dei Pasdaran responsabile dell’esportazione dell’ideologia khomeinista fuori dai confini iraniani, con una foto su Instagram, anch’essa in stile Il Trono di Spade, che recitava «I will stand against you», un chiaro riferimento al Re della Notte, il personaggio della serie alla guida dell’Armata degli Estranei.

Ormai giù dal palcoscenico politico e distante dalla guerra commerciale tra Usa e Iran, anche l’ex presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad ha scoperto il social network prediletto da Trump, per rilanciare le sue parole d’ordine populiste. Sono ormai un ricordo lontano i suoi otto anni di presidenza, conditi di frasi antisemite e omofobe, oltre che da falò in piazza delle bandiere a stelle e strisce. Ahmadinejad non sembra ricordarsi che è stato lui a bandire proprio Twitter dal suo Paese: lo usa dal gennaio 2017, è quasi arrivato a 80mila follower e segue meno di trenta utenti. Tra questi, oltre a qualche autorità politica iraniana: Maradona, Cristiano Ronaldo, il venezuelano Nicolás Maduro, l’ex presidente brasiliano Lula, l’ex Gran Maestro del Ku Klux Klan, David Duke, e LeBron James.

Qualche mese fa su Twitter ha preso le parti della star dell’Nba scagliatosi contro Trump accusato dai giocatori di basket di usare lo sport per dividere gli americani sulla base del colore della pelle. E dopo aver difeso l’abbigliamento in stile pantera nera di Serena Williams all’Open di Francia (sostenendo che «sfortunatamente alcune persone in tutti i Paesi, incluso il mio, non hanno realizzato il vero significato della libertà»), ha deciso di mostrare la sua passione per il football, arrivando a dibattere con i follower su quale sia il quarterback più forte della lega.

Oggi, con il ritiro Usa dal patto nucleare, Ahmadinejad sembra più antitrumpiano che antiamericano, e medita il rientro per sfidare il presidente Hassan Rouhani, artefice di quell’accordo oggi fortemente compromesso. È pronto a usare Twitter (dove si presenta come «marito, padre, nonno, professore universitario, presidente, sindaco, iraniano orgoglioso»), gli manca uno slogan. Gliene suggeriamo uno, ottimo per i suoi cinguettii: Make Iran great again.

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