Design

Prego, siediti pure sul Pratone

IL 102 19.12.2018

Pratone di Ceretti/Derossi/Rosso, prodotto da Gufram dal 1971: chaise longue in poliuretano morbido rifinito in Guflac

Pezzo di arredamento? Oggetto di design? Opera di arte pop? Tutte queste cose insieme. Era il 1971, e la fantasia sembrava davvero al potere

«È un pezzo che porta nell’ambiente domestico un modo di sedersi alieno, proveniente dal mondo esterno. Nonostante sia lontano da ciò che faccio, lavoro con lo stesso spirito: introduco componenti alieni, elementi naturali come pietre e rocce nell’arredo». Il designer Duccio Maria Gambi fa riferimento al suo tavolino Retrostorico di Zuperfici Collection per la Nero Gallery di Arezzo, vincitore del premio Cedit al Miart dello scorso anno: è in pietra di Luserna rivestita in plastica laminata. Ha scelto Pratone perché «è un oggetto non connesso a una funzionalità standard. È un racconto scultoreo che si aggiunge al design. Proprio come i miei progetti, ispirati anche a volumi architettonici come i tavolini Isometrico, in marmo e cemento, che sono stati esposti alla Galleria Giovanni Bonelli di Milano, all’interno di una mostra che ha messo in relazione le opere di Gambi con quelle di Gianni Pettena, suo professore all’università di Firenze, «di quelli che ti aprono la mente», ricorda il designer oggi. Pettena è stato anche uno dei protagonisti del movimento dell’architettura radicale degli anni 60 e 70, che ha ripensato le convenzioni della funzione e che ha avuto un epicentro in Toscana. Pratone è uno dei pezzi più noti del radical design: «È nato proprio nell’ambiente fiorentino».

Nato a Firenze nel 1981, Duccio Maria Gambi ha studiato Design industriale nella sua città e al Politecnico di Milano. Ha lavorato nell’atelier Van Lieshout a Rotterdam e nell’atelier Francesco Passaniti di Parigi prima di aprire il suo studio, dove produce pezzi da collezione e su commissione.
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