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Se ci porti la plastica, il bus è gratis

IL 107 17.12.2018

Sensibilizzare l’opinione pubblica al riciclo e all’utilizzo dei mezzi pubblici: dall’Indonesia, una pratica virtuosa una pratica virtuosa da prendere a esempio

L’Organizzazione mondiale della sanità ci invita a bere almeno due litri di acqua al giorno. Se tutti si attenessero a questa raccomandazione, i cinque milioni di abitanti dell’area metropolitana di Surabaya (la seconda città più grande dell’Indonesia, sulla punta orientale dell’isola di Giava) getterebbero tra i rifiuti, ogni giorno, venti milioni di bottigliette di plastica da mezzo litro; seicento milioni in un mese.

L’amministrazione comunale ha lanciato la sfida: liberarsi degli scarti di celluloide – almeno quelli privati – entro il 2020. Per invogliare il riciclo e la raccolta differenziata (e l’utilizzo dei mezzi pubblici) i cittadini possono ottenere “buoni viaggio” in cambio della loro immondizia. Il sistema è semplice e già sperimentato nel 2014 a Pechino: alle stazioni degli autobus e a bordo dei mezzi sono stati installati dei cassonetti che “convertono” la plastica in biglietti. Dieci bicchieri o cinque bottigliette valgono una corsa di due ore. Tappi ed etichette vengono separati e venduti in un secondo momento.

I ricavi servono per fare manutenzione ai mezzi di trasporto e creare nuovi spazi verdi in città. È chiaro, non è certo così che l’Indonesia riuscirà a risolvere i problemi legati all’inquinamento ambientale; però, come sostiene Irvan Wahyu Drajad, responsabile del dipartimento trasporti di Surabaya, «il nostro è uno dei Paesi che produce più rifiuti di plastica, e attraverso questa iniziativa speriamo di riuscire a sensibilizzare l’opinione pubblica». Uno studio pubblicato dalla rivista Science indica il grande Stato-arcipelago come il secondo Paese al mondo (il primo è la Cina) a riversare nei mari le maggiori quantità di rifiuti di plastica.

Iniziative simili a quella indonesiana sono sempre più frequenti. Prendiamo la Turchia, tra i Paesi meno virtuosi nella raccolta differenziata: da qualche settimana, a Istanbul, si viaggia (o si entra all’hammam) riciclando bottiglie di plastica e lattine. Installate per ora nelle stazioni della metropolitana, le macchine per il recupero di rifiuti (saranno cento in tutta la città entro la fine dell’anno) assegnano un valore a ogni oggetto inserito, poi lo frantumano e lo stoccano a seconda del materiale di cui è composto. Per una bottiglia da mezzo litro si ricevono tre centesimi di lira turca, che salgono a sei per quelle da un litro e mezzo; molto più preziose le lattine in alluminio: nove centesimi l’una. Per ottenere un biglietto intero (2,60 lire) bisognerebbe però arrivare alla fermata con 87 bottigliette da mezzo litro o 28 da un litro e mezzo: impresa ardua, ma non impossibile. Tra l’altro, questi sistemi sono in grado di monitorare i comportamenti dei cittadini, e i più volenterosi verranno premiati ogni anno dall’amministrazione: in palio, per esempio, ingressi gratuiti a teatro.

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