Squadre in crisi, pochi arbitri e partite cancellate: l’austerity (e la Premier League “asso piglia tutto”) mettono a repentaglio il settore non professionistico

Le dinamiche tra centro e periferia sono considerate talmente importanti di questi tempi da essere a volte prese come l’unica causa del disordine; spesso, proprio da chi il disordine lo guida, come se bastasse ridare voce ai dimenticati per risolvere tutte le storture della società. Ma le difficoltà delle amministrazioni locali di fare i conti con i rubinetti chiusi hanno molteplici risvolti. Prendiamo il caso della crisi del calcio inglese non professionistico. A lanciare l’allarme sono stati il quotidiano conservatore ed euroscettico Telegraph e Andy Burnham, ex ministro laburista e in passato membro della task-force sul calcio, oggi “sindaco metropolitano” di Greater Manchester. Il giornale ha lanciato Save our game, una campagna per evitare la crisi del cosiddetto grassroots football: nel 2017 in Inghilterra, dove il calcio è lo sport più seguito, sono state cancellate 150mila partite a causa delle pessime condizioni del campo, della mancanza di arbitri, ma anche dell’incapacità di alcune squadre a schierare in campo undici giocatori.

Un’analisi pubblicata dal Cambridge Journal of Regions, Economy and Society fotografa gli effetti degli anni di austerity praticata nel Regno Unito. Analizzando i bilanci delle amministrazioni locali, le ricercatrici Mia Gray e Anna Barford hanno dimostrato come il rigore nei conti pubblici abbia ridisegnato i rapporti tra centro e periferia. Le amministrazioni locali, infatti, si sono rivelate meno attrezzate davanti all’avvento dell’austerity e ciò ha causato la loro incapacità a rispondere alle richieste dei cittadini. Il che ha aumentato le disuguaglianze. Ma questa volta le proteste nascono da un dato preciso: la Premier League distribuisce al calcio non professionistico circa il 3,6 per cento degli 8,3 miliardi di sterline degli accordi tv. La serie A inglese si sente libera dalla regola del 5 per cento raccomandata dalla Football Task Force nel 1999. Burnham e il Telegraph riconoscono l’eccezionalità a livello europeo di un tale sistema piramidale che ha prodotto grandi miglioramenti nelle strutture nel corso degli anni Ottanta e Novanta, crescendo l’attuale generazione di calciatori inglesi.

Proprio per questo, il sindaco (un uomo che dopo sedici anni in Parlamento ha deciso di fare il sindaco per sfidare dal basso una leadership laburista, quella di Jeremy Corbyn, secondo lui troppo “di sinistra”) ha fatto suo l’appello del sovranista Telegraph: senza aiuti dal centro, le periferie del calcio vivranno decenni bui, perché – ricorda – una piramide imponente come la Premier League (il primo campionato al mondo per incassi) si costruisce dalle fondamenta.

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