Moda

Dopo la scarpa Alessandro, arriva Alessio

IL 69 20.03.2015

Particolare del modello Alessio in pelle Venezia, scarpa proposta da Berluti per il suo 120° anniversario: è una rivisitazione del classico modello Alessandro, creato da Alessandro Berluti nel 1895. È disponibile in tre colorazioni: patina tabacco e suola marrone, blu Rothko e suola verde, rosso vermiglio e suola blu.

Un’alternativa informale alla classica stringata. L’ultima nata in casa Berluti per i 120 anni della maison

Dopo Alessandro, Alessio. La storica scarpa con i lacci che Alessandro Berluti, ebanista di formazione, creò nel 1895 prestandogli il suo nome, viene rivisitata nel 120° anniversario della maison con un nuovo modello: Alessio. Firmato, per chiudere il cerchio, da un altro Alessandro: Sartori, dal 2011 direttore creativo del marchio. Alessio si presenta come un’alternativa informale alle classiche stringate: condivide con Alessandro la tomaia ricavata da un’unico pezzo di pelle, senza cuciture o inserti, ma presenta una suola diversa, composta da strati di pelle, gomma e un materiale hi-tech molto flessibile usato nello sport. Un’apertura al casual che non elude i riti di perfezionismo della storica casa di bottier, dal 1993 parte dell’universo Lvmh; come Alessandro Sartori – natali nella tessile lanosa Biella, vita a Parigi – non elude l’affezione per i vecchi orologi: «Non mi vedrete mai indossare un Apple Watch, nonostante abbia molti prodotti della casa di Cupertino», ha dichiarato. Devozione e rigore, si potrebbe osservare, in perfetto stile Berluti. Del resto, la maison sbocciata dalle scarpe su misura realizzate dal calzolaio capostipite Alessandro per Isadora Duncan, Elizabeth Arden ed Helena Rubinstein arrivò a rubricare (con Talbinio Berluti negli anni 50) cinque morfologie di piede – «pretenzioso, intellettuale, fragile, masochista, antipatico» –, e a tenere a battesimo (con Olga Berluti nel 1992) un club di cultori della materia riuniti attorno al cerimoniale della lucidatura delle scarpe: lo Swann Club, che nel nome risuona di proustiane ispirazioni. L’ultimo appuntamento per gli eredi di Charles Swann si è svolto durante la Settimana della moda a gennaio, a Parigi, al Musée des Arts Décoratifs. Le scarpe sono state servite al posto del piatto, e Mademoiselle Agnès (al secolo Agnès Boulard) ha diretto il rito della perfetta pulitura. A piedi scalzi, intorno alla tavola, anche Maurizio Cattelan. La regola del Club, del resto, è una sola: «Non sono ammesse persone noiose».

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