Magazine / Prologo

Considera i gamberi

IL 70 24.04.2015

Allarmi, emergenze, morse del freddo. E a seguire: polemiche ridicole, mistificazione dei fatti e altre patacche. Benvenuti nel giornalismo italiano

L’ultimo romanzo di Sandro Veronesi, Terre Rare, si apre con una storia meravigliosa: «Oggi il tema del giorno è l’allarme gamberi. È su tutti i giornali, e non soltanto nelle pagine della cronaca di Roma, anche in quelle nazionali. I gamberi-killer della Louisiana. Ne parlano tutti con preoccupazione perché si tratta di una specie particolare, importata una quindicina d’anni fa dalla Louisiana da un allevatore del lago di Bracciano e sparsasi per tutto il Lazio, dicono, a causa della sua straripante capacità di proliferazione. Di fosso in fosso, di canale di scolo in canale di scolo, sono risaliti fino alla discarica di Malagrotta e da lì, sempre stando a quello che dicono i giornali, l’altra notte hanno dato l’assalto a Roma, attraversando l’Aurelia all’altezza del tredicesimo chilometro e generando notevoli problemi. Un maxi-tamponamento, dicono, tra macchine che non riuscivano più a frenare sull’asfalto ricoperto da quei mostri rossi. Secondo i giornali, la Provincia sta predisponendo imponenti recinzioni, la polizia stradale sta compiendo i sopralluoghi e gli ambientalisti lanciano il grido d’allarme per l’equilibrio dell’ecosistema, mentre si temono altri assalti nei prossimi giorni. Questo, sui giornali».

Senonché si scopre che il protagonista del romanzo è stato testimone di quanto è accaduto veramente: alle cinque e mezzo di mattina, davanti a quel chilometro 13 dell’Aurelia, un furgone targato straniero ha sbandato e, strisciando la fiancata contro il guard-rail, si è aperto il portello posteriore e una valanga di gamberi si è rovesciata sull’asfalto.

Il protagonista di Veronesi si chiede: «Possibile che tutti i giornali se la siano bevuta senza verificare?».

La risposta che si dà è: «Sì».

Quella di Veronesi è fiction, ma anche una fotografia senza filtri del giornalismo italiano, tronfio di allarmi, emergenze, morse del freddo; polemiche ridicole, mistificazione dei fatti e altre patacche.

Francesco Costa, a pagina 89, racconta il fenomeno e la sua degenerazione con la consueta dose di rigore e pazienza. Ma pubblichiamo in anteprima anche un estratto del nuovo libro di Luca Sofri – direttore di un giornale online, ilPost.it, immune al chiacchiericcio del giornalista collettivo. Il saggio, edito da Rizzoli, esce il 9 maggio e si intitola Notizie che non lo erano. In un paese ideale sarebbe il libro di testo dell’esame per diventare giornalisti professionisti – altro che manuali o aggiornamenti professionali o festival del giornalismo – anche se in un Paese ideale non dovrebbe esserci alcun Esame di Stato per esercitare la professione giornalistica. Il libro di Sofri, inoltre, è un antidoto alla iattura opposta, quella del citizen journalism: ovvero l’attività mitomane e grottesca di denuncia cospiratoria del potere costituito, ma che sta al Watergate come Beppe Grillo sta a Franklin Delano Roosevelt.
Considerare i gamberi, grazie.

Chiudi