Perché Don Draper ci piace così tanto? Perché gli perdoniamo tutto? Per rispondere, abbiamo rivisto la prima puntata di ogni stagione

La vita d’ufficio è noiosa e circolare: tutto è presente, il passato ci sfugge. Abbiamo passato tanto tempo alla Sterling Cooper che mi sono dimenticato chi è Don Draper, che storia ha. Per ricapitolarla, ho guardato la prima puntata di ogni stagione: chi è Don Draper? È così bello che ci imbamboliamo e gli perdoniamo tutto, ma complessivamente che persona è?

STAGIONE 1. Al ristorante, Don chiede al cameriere perché fuma Lucky Strike: «I love smoking». Poi va a letto con una donna. «Domani non voglio andare a scuola», le dice. Lei si sbottona la camicetta. Lui: «Dovremo sposarci». «Pensi che sarei una brava ex moglie?». In ufficio, sdraiato sul divano, guarda una mosca intrappolata in un quadrato di neon sul soffitto. Le cose apertamente simboliche lo smuovono. In corridoio sgrida Campbell che ci stava provando con Peggy neo assunta: «Scommetto che il mondo ti sembra un gran reggiseno che aspetta di farsi slacciare». In una riunione con l’ebrea proprietaria di un grande magazzino: «Non permetterò a una donna di parlarmi così. La riunione è finita». È un gran conservatore. Poi a quelli di Lucky Strike: «La pubblicità si basa su una cosa sola: la felicità… il profumo di un’auto nuova». Poi va a cena con l’ebrea per sedurla. Quando torna a casa da moglie e figli, li bacia e abbraccia e sembra che per lui la vita segreta sia necessaria e non in conflitto con quella ufficiale. Per il resto, è professionale, cavalleresco.

STAGIONE 2. Il dottore: «È parecchio che non si fa visitare». «Mangio molte mele». La pressione è 100/160, fuma due pacchetti al giorno. Ecco il grande tema della paura della morte. Al bar trova un beat che legge Meditations in an Emergency di Frank O’Hara. Ne è attratto, ma quello gli dice: «Non credo le piacerebbe». Davanti alla paura della morte Don è sempre solo: è incapace di ottenere empatia quando ne ha bisogno, perché incapace di averne per gli altri. La gente gli fa tenerezza solo quando muore. Ma al lavoro insegna a Peggy che «sei tu il prodotto, tu e quello che senti, è questo che vende». Sgrida due che imbarazzano una donna in ascensore: lui le donne le può distruggere, ma gli altri non possono importunarle.

STAGIONE 3. Flashback: è nato in un bordello. È diventato partner dell’azienda. Licenzia un impiegato, ma non gli piace: quando lavora è nobile. In aereo viene rimorchiato dalla hostess. Le dice: «Continuo ad andare in tanti posti e finisco sempre dove sono già stato», però se la tromba lo stesso: «È il mio compleanno». Poi, riunione con una ditta di impermeabili; il pitch: «Non smetterà mai di piovere».

STAGIONE 4. Intervista di Advertising Age: «Chi è Don Draper?». «Sono del Midwest. Ci educano a pensare che è poco educato parlare di sé». Forse invece gli farebbe bene. Si è separato da Betty. A un date con una comparsa dell’opera lei la prima sera non ci sta, allora lui passa la vigilia del ringraziamento con un’altra, da cui si fa prendere a schiaffi: «Più forte. Più forte. Più forte». Sbatte la porta in faccia a Peggy che gli chiede di aiutarla a risolvere un pasticcio di lavoro. Il giorno dopo lascia i figli davanti alla tv per lavorare. L’indomani Peggy è polemica: «Sai una cosa? Siamo tutti qui per te. Vogliamo tutti farti felice». Comincia a risultarmi schifosetto.

STAGIONE 5. Sally, adolescente, vede mezzo culo di Megan, la nuova moglie di Don, che poltrisce a letto. Don compie 40 anni. Il figlio: «Quando avrò 40 anni tu sarai morto». In ufficio seduce la moglie ex segretaria dicendo: «Apriti la camicia». «Sei un vecchio sporcaccione». All’incontro con quelli di Heinz ha poche idee: l’amore gli sta facendo perdere la vocazione? Megan gli organizza una festa a sorpresa e canta una ridicola ma arrapante canzone francese. Don le dice che odia festeggiare il compleanno. «Nessuno ama Dick Whitman» (il suo vero nome). Lei: «Io sì». L’indomani, Megan pulisce casa in reggiseno, incazzata. Lui la vuole. Lei: «Non te lo meriti, non ti piacciono i regali, non ti piacciono le cose belle». Lui le guarda il culo, le stringe il braccio. Lei: «Puoi solo guardare». Lui le monta sopra. Amore per la moglie non ne ha, ma per ora Megan sembra perfetta per le sue perversioni.

STAGIONE 6. Ha un infarto. Poi: un viaggio di lavoro alle Hawaii con Megan gli apre gli occhi sull’importanza di vivere. Al ritorno a casa vede collassare il doorman. Gli torna la paura della morte. In ufficio deve riferire sul cliente hawaiiano, un albergatore: «Ho fatto un’esperienza. Non so come descriverla a parole». Dai che ora la sua vita ha una svolta! Fa amicizia con il dottore del piano di sotto: «Devi essere il primo dottore a fare un trapianto di cuore». Per caso, gli fanno un ritratto fotografico: «Sii te stesso». Ma Don chi è? Torna a casa ubriachissimo, e urla al doorman: «Cos’hai visto quando sei morto? Cos’hai visto? Voglio saperlo». Il suo slogan per l’albergo, «Hawaii, the jumping off point», viene respinto perché l’illustrazione fa pensare che il protagonista si suicidato affogandosi. Cena di capodanno con quelli del piano di sotto: il dottore viene chiamato in servizio, Don lo accompagna e lo guarda uscire in strada con gli sci di fondo, una scena commovente. Salendo, si ferma al piano di sotto a scoparsi la moglie del dottore. Caso strano, Megan è diventata famosa in tv e lui non è più interessato.

STAGIONE 7. Freddie, un freelance, fa un pitch eccezionale a Peggy. In realtà l’ha scritto Don, che ha perso il lavoro, ma gli sono tornate le buone idee. Vive tra New York e Los Angeles, dove sua moglie fa l’attrice di soap opera. La va a trovare in aereo: lei vive in un bungalow su un canyon con i coyote. «Sicura di non voler vivere in un’area più popolata?». Le regala una tv più grande. «Non pensavo che un regalo costoso ti avrebbe fatto arrabbiare».

Questo è il filo rosso che unisce i sette anni con Don: la cosa che ama davvero è guardare la tv. La tv è la sua compagna fedele: specie se danno un discorso di Nixon. Megan ormai ha capito che da Don non avrà mai niente: «Non stai qui abbastanza a lungo per poter litigare». Lui nemmeno le ha detto che ha perso il lavoro. Uno dei grandi eroi americani è incapace di amare, e noi lo amiamo solo perché è “bello bello bello in modo assurdo”

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