Yolo / Serie TV

Überfemmina

di Ester Viola
illustrazioni di FORTUNA TODISCO
IL 71 22.05.2015

Innamorata ma ambiziosa, impeccabile sempre, spietata quando serve. Evoluzione della donna in tv

Prima del monopolio televisivo di Shonda Rhimes c’era quello di Aaron Sorkin, e forse era meglio. La Casa Bianca di West Wing (1999-2006) era credibile quanto quella di Scandal, ma almeno lo spettatore si sentiva rassicurato: nell’ufficio di Jed Bartlet entravano perlopiù brave persone e politica pulita. In The Newsroom (2012-2014) c’era perfino un protagonista normale: Will McAvoy, giornalista alla svolta di carriera. Nella prima puntata, lo invitano a un talk-show, perde la pazienza e parla male di tutta l’America. Sbagliava tutto al minuto uno, ci era piaciuto subito, pareva vita vera.
A parità di dialoghi impeccabili, con Sorkin si vedevano più crisi di nervi in ufficio e meno omicidi avvincenti in favore di trama. Il pubblico, infatti, era scontento per altri motivi: l’impressione era che Aaron Sorkin – i critici erano certi – si divertisse coi maltrattamenti a bersaglio ragazze. Si notava un certo gusto per l’inferiorità femminile, un’irritante frequenza di brutte figure riservata a un solo sesso. Il caso classico diventò quello dell’email. La storia è questa: MacKenzie (la producer di McAvoy) scrive un messaggio molto privato destinato a Will, sbaglia invio e spedisce a tutti i colleghi. A tutta la faccenda oggi si ripensa ridendo: queste erano le incredibili polemiche che capitavano secoli fa, nel 2012. Ora le ragazze delle serie tv hanno imparato a usare l’email come gli uomini. E dopo l’email è arrivata la parità, dopo la parità hanno chiesto il primato. L’hanno avuto.

 

Scandal
Ambiziosa moglie di un presidente debole. Soffre per le amanti

House of Cards
Ambiziosa moglie di un presidente forte. Non soffre per le amanti

Homeland
Apprezzata nella Cia come agente antiterrorismo. In amore testarda quanto piace a un uomo

House of Cards
Ambiziosa moglie di un presidente forte. Non soffre per le amanti

Scandal
Assunta alla Casa Bianca. Non si sa quanti lavori di staff presidenziale faccia, probabilmente tutti

Mad Men
Assistente con tendenza al primato. La rispetta il peggiore uomo del mondo, Don Draper

The Honourable Woman
Affarista dai grandi orizzonti. Obiettivo: la pace in Medio Oriente

The Good Wife
Madre, avvocato (diritto civile e penale), donna sofferente con pochi misteri

How to Get Away with Murder
Professoressa, avvocato penalista, donna sofferente con molti misteri

The Good Wife
Madre, avvocato (diritto civile e penale), donna sofferente con pochi misteri

Ora che non c’è più Sorkin, ogni sera di ogni giorno della settimana sui canali specializzati si esibisce un’Überfemmina diversa. Olivia Pope, ex avvocato, amante rassegnata di un presidente americano che la chiama disperato dal bagno per farsi suggerire le frasi da ripetere in una cena importante. Mellie, first lady, moglie di quello nel bagno, ascolta la telefonata, intuisce che il marito è un impedito e richiama l’amante di fiducia alla Casa Bianca per salvargli il posto di lavoro. Annalise Keating, professoressa e avvocato penalista, piange sulla sua vita mentre si strucca, ma costruisce alibi agli assassini del marito traditore. Alicia Florrick, madre presente e socia in un superstudio, innamorata di un fedifrago. Le restano il cuore e le forze per empatizzare con i clienti sfortunati. E poi Claire Underwood, la donna totale. Quasi più Underwood di Frank Underwood.

E siccome le serie imitano la vita, sui giornali americani hanno subito concluso: «They’ve made a world where being female and being a boss is a turn-on». Col riconoscimento che la bravura è ormai un eccitante, può dichiararsi risolto anche il problema dell’equivalenza tra generi. Finalmente, gli uomini lo ammettono: siamo abili e meritevoli. Se continuiamo così – giacche ben tagliate, carriera scintillante, risposta sempre pronta – gli potremmo anche piacere, dicono. Il role model di questo decennio è quindi deciso. E prevede: una ragazza che sia innamorata ma ambiziosa. Impeccabile sempre – impeccabile è la media normale. Spietata quando serve (servirà spesso). La pratica dell’insensibilità non dovrà renderla incapace di sentimenti. I sentimenti continuerà a subirli – insomma, è sempre una ragazza e in letteratura è formativo che soffra moderatamente per amore – ma messa in situazioni di stress acuto penserà alla soluzione che accontenta tutti. E se non esiste la soluzione che accontenta tutti (non c’è mai), troverà un compromesso. Lo scherzo narrativo è questo: che il compromesso deve all’apparenza superare le forze emotive dell’eroina. Qui le sono concessi due minuti di lacrime (poi si torna a lavorare) e finalmente arriva la parte preferita del pubblico: la prova di carattere. L’Überfemmina che sopra la rovina di tutto resta coraggiosa, concreta e fattiva (il misogino è ancora Sorkin?).

Gli uomini osservano ammiratissimi, neanche loro sarebbero capaci: l’Überfemmina è finalmente l’esempio giusto e ci perdonano Carrie Bradshaw. Sarebbe un finale interessante, ma nello scambio ci perdiamo – sbagliare un’email deve tornarci concesso. L’alta considerazione televisiva di questi anni è stata meravigliosa, ma l’invincibilità è difficile da gestire: Olivia Pope non è normale, Claire Underwood non è una donna, Alicia Florrick non è nemmeno umana.

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