Yolo / Musica

A$AP Rocky, il fenomeno

IL 72 19.06.2015

The Come Up Show

Il passato tormentato, le amicizie nella moda, l’edonismo, la musica: At.Long.Last.A$AP è il nuovo album

A$AP Rocky ha il curriculum del vero rapper: ha iniziato a fare rime a otto anni, ad Harlem, quando ne aveva dodici il padre è stato arrestato per spaccio e poco dopo il fratello maggiore è stato ucciso per strada. Solo con la madre, in un rifugio per senzatetto, anche lui ha cominciato a guadagnare spacciando, come vuole la tradizione. Fisicamente, però, è il contrario dello stereotipo del thug, del rapper duro e più o meno fuorilegge. Rocky è bellissimo, con il corpo da efebo e la voce calda. In più, si veste bene: è amico di Alexander Wang e Rick Owens, era in prima fila alla sfilata di Parigi di Dior, ha fatto il modello per Ferragamo. Il suo potere seduttivo va al di là del pubblico che ascolta hip hop, per questo Billboard lo ha messo in copertina a maggio definendolo «la nuova rock-star del rap».
At.Long.Last.A$AP è solo il suo secondo disco, ma le collaborazioni con Kanye West, Mos Def, Lil Wayne e Juicy J aiutano a legittimare il posto di Rocky tra i rapper più influenti del momento. Invece, il fatto che in un terzo delle canzoni del disco compaia Joe Fox, uno sconosciuto che Rocky ha adottato dopo averlo sentito suonare per strada a Londra, significa che può essere comunque alternativo.

Va detto che per qualcuno A$AP Rocky è solo un coatto più stiloso degli altri. In Everyday, uno dei singoli di A.L.L.A., dice: «Only God can judge me, and he don’t like no ugly». Solo Dio può giudicarmi, e a Dio non piacciono le persone brutte. Genius.com (il sito nato analizzando testi rap che ora si occupa anche di letteratura) interpreta “no ugly” come “brutte persone”: il verso è una sottile allusione al contrasto tra l’aspetto esteriore di Rocky e le brutte cose di cui è stato capace in passato. Nella strofa successiva, però, torna al presente e dice di essere così fico che la maggior parte delle lesbiche andrebbe a letto con lui.

Forse l’edonismo ostentato di A$AP Rocky è una forma di fuga dalla realtà. Lui ha insistito sull’aspetto psichedelico di A.L.L.A., e secondo Complex nella maggior parte dei brani in scaletta ha «gli occhi a mezz’asta». Ma va tenuto conto della presenza/assenza di A$AP Yams, morto di overdose a gennaio. Yams ha fondato il collettivo di artisti di Harlem con il prefisso A$AP davanti al nome, era il mentore di Rocky e la sua voce chiude il nuovo disco. D’altra parte, A$AP Rocky (che sta anche lavorando al disco da solista di Yams, per ora rimasto inedito) ha sempre detto che la droga gli migliora la vita.
Poche settimane fa ha raccontato al New York Post di aver partecipato sotto l’effetto di un acido a tre orge consecutive, con tre donne ciascuna, nove donne in totale.

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