Yolo / Musica

Hotellounge (Be The Death Of Me), dEUS (1994)

IL 73 21.08.2015

Ricardo Pádua

L’altra sera sono andato a vedere i dEUS a Villa Ada, a Roma. Vado sempre ai loro concerti, sin da quando nel 1995 me li ritrovai ad aprire per i Pavement alla Brixton Academy di Londra. «Vengono dal Belgio, anche se cantano in inglese», mi informò un amico. «Mah…». E invece trovai la mia band. Avete presente quando ascoltate un disco e vi sembra che sia la traduzione esatta di quello che vi passa per la testa? Quando tutto l’amore, il dolore, la fantasia, l’odio di cui siete capaci, c’è qualcuno che s’è preso il disturbo di esprimerlo per voi? Ecco, a me successe con Worst Case Scenario, il primo album dei dEUS. Da allora, non mi hanno mai deluso.
Prendete Hotellounge, la ballata-capolavoro di Worst Case Scenario, un mini-film ambientato nella hall di un albergo, dove una notte s’incontrano un uomo e una donna; una femme fatale da noir anni Quaranta, o più semplicemente una prostituta? «Sai», confessa, «questo posto, questa hall d’albergo / è la mia vita, è quello che ho scelto». I due parlano del più e del meno, tanto per rompere il ghiaccio: «Vuoi un’altra sigaretta?», «adoro la voce di Rickie Lee Jones», «come sopravvivrà il glamour?», con qualche imbarazzo («odio questa situazione») e improvvisi squarci d’intimità («è così difficile tenere in vita il sogno», «ho provato a dimenticare»), come se entrambi provassero il bisogno di spezzare la solitudine e di confessarsi le emozioni più profonde. Un’altra canzone dell’album, Great American Nude, chiarisce il mistero della loro identità: «Richard di qua, Richard di là, Richard che cita Shakespeare / senza smettere mai: “Essere o non essere un uomo”… / Lizzy è confusa. Avrebbe dovuto saperlo sin dall’inizio: / essere ricchi è solo uno stile di vita, essere vivi è solo una parte». Ecco chi sono: Richard Burton ed Elizabeth Taylor!
A pranzo, prima del concerto romano, avevo detto a Tom Barman, il cantante dei dEUS, che volevo dedicare questa rubrica ad Hotellounge. «Guarda se stasera non la canniamo… Sarebbe da ridere», mi dice mentre mi offre da bere. Lo incontro dopo lo show: «Allora, come è venuta?», mi domanda. Gli ho detto che dovevamo brindare: «E pago io, stavolta».

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