Yolo / Cinema

Camera con Greenwood

IL 74 25.09.2015

Contrasto

P.T. Anderson ha seguito il chitarrista dei Radiohead in Rajasthan: Junun è il risultato

Ospiti del Maharaja di Jodhpur, non devono essere state quattro settimanacce quelle trascorse da Paul Thomas Anderson, regista senza bisogno di specificazioni, e Jonny Greenwood, amico e collaboratore (sue le colonne sonore degli ultimi tre film del californiano) nonché chitarrista dei Radiohead, in Rajasthan, India Nord-occidentale. Si andava dal Maharaja per assecondare quelle voglie che vengono in seconda maturità ai chitarristi di gruppi famosi: l’incontro con la vera arte, la vera musica, il vero spirito.
La tripletta rispondendo al nome di Shye Ben Tzur, mistico israeliano campione del genere Qawwali, la musica sacra dei sufi del subcontinente indiano, già assurta a discreti fasti commerciali in passato grazie al pakistano Nusrat Fateh Ali Khan (collaborazioni con Peter Gabriel per L’Ultima Tentazione di Cristo di Scorsese ed Eddie Vedder per Dead Man Walking di Tim Robbins).

E quindi ecco i due artisti incontrarsi all’ombra del suggestivo Mehrangarh Fort per registrare un album insieme a una pletora di formidabili musicisti locali (una ventina circa, nientemeno) e sullo sfondo Anderson, camera in mano, a filmare il tutto.
Il risultato è l’esordio del regista di Magnolia nel documentario, e chi l’ha visto parla già di «opera poetica» o di «stupefacente mosaico impressionistico di un’esperienza sonora unica e irripetibile». Jonny, estasiato, si è limitato a constatare «la differenza con l’Inghilterra. Quando noi prendiamo una pausa è una pausa; per loro è solo il momento di suonare altro e ancora». Il film sarà presentato al New York Film Festival (25 settembre-11 ottobre).

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