Magazine / Cover Story

Questo è il ballo di Cookie

IL 74 25.09.2015

Empire: l’ex signora Lyon torna nel black family drama della Fox. E se colonna sonora e guest star si annunciano (di nuovo) formidabili, lei rimane al centro dello show

Stando a internet, nei nuovi episodi di Empire – negli Usa dal 23 settembre, da noi su Fox Life dal 21 ottobre – a fare da guest star c’è mezza America. Nel fantacast: Denzel Washington, Beyoncé, Kanye West, Mariah Carey, Eminem e Oprah Winfrey. Ma l’importante è che ci sia lei, Taraji P. Henson (a destra): Cookie, la ex signora Lyon che nella prima scena usciva di galera in visone bianco, minigonna e camminata malavitosa. Non diceva una parola, quindi era abbastanza per iniziare a sperare: gli spettatori si erano appena liberati di Olivia Pope e Annalise Keating. Poco dopo la conferma: non avrà reazioni eleganti, disciplina da ragionevole ex moglie, nessuna prova di carattere da superare in tailleur e risposte raffinate. Cookie è il tipo che ricatta. È anche il tipo che ottiene con la forza, il sistema di valori è comodamente autoapprovato.

 

Getty Images

Cookie Lyon è la regina di Empire, il black family drama aggravato (i.e.: è la donna con tutti i problemi del mondo) più champagne bevuto alla bottiglia e industria discografica. E un inedito, per le serie tv: stavolta si fa letteratura con colonna sonora originale (Timbaland e Ne-Yo) – siamo a un passo dal cinema. La storia: Lucious Lyon è il ceo dell’Empire Entertainment, un Jay Z che ha iniziato spacciando droga per finanziarsi il talento. Gli viene diagnosticata la SLA, e deve decidere quale dei figli – Andre (bravo con i numeri, ma carisma da commercialista), Jamal (troppo sensibile, tra l’altro gay) o Hakeem (troppo balordo, tra l’altro incapace) – avrà il suo posto. Risolve il problema da ex gangster: li incoraggia alla guerra tra fratelli.

Non hanno dato nemmeno il tempo alla critica di scrivere «è l’urban Shakespeare»: quanto è ovvio il riferimento lo anticipano gli autori, «What is this, King Lear?» chiede Jamal dopo il discorso del padre.

Bastava per farne una buona serie. Per farne la serie più vista dell’anno ci è voluta Cookie, la moglie che torna: è la donna che ha incoraggiato Lucious mentre costruiva l’impero, oltre ad essere l’ex investitore principale – i dollari sporchi dell’inizio le sono costati 17 anni di carcere. Se proprio serve un paragone: è la Good Wife al contrario. E un’ottima madre come non se ne vedevano da anni, in televisione. Appoggia le scelte del figlio cantautore introverso che si rifiuta di diventare famoso con la motivazione che l’arte è per l’arte, lo approva apertamente per l’inutile nobiltà degli intenti come deve fare un genitore e poi commenta «cretina» quando se ne va.

All’altro, Andre: «Hai sposato una bianca. Le bianche restano bianche anche quando non sembra». Al terzo, che vuole fare il rapper ribelle figlio di buona famiglia: «Ma perché canti come se venissi dalla strada?». In mezz’ora Cookie ha chiuso il sipario su Re Lear – inizia Medea, finalmente con la protagonista perfetta: si riprende quello che le ha tolto l’ex marito, poi però gli salva i figli.

Chiudi