Explicit / Non fiction

150 anni immaginari

IL 75 23.10.2015

Alice di Lewis Carroll e le teorie della coscienza

Immaginario: «Ciò che non esiste se non nell’immaginazione e non ha fondamento nella realtà» (Dizionario di Italiano Treccani). Una definizione di cui è facile dubitare. Per esempio, le indagini più recenti sui fondamenti biologici della coscienza – ricerche che senza dubbio si occupano di ciò che esiste – mostrano come la nostra esperienza cosciente sia integralmente prodotta dall’attività del cervello, proprio come ciò che immaginiamo. E allora in che senso una è più reale dell’altra? Se lo chiede Paolo Pecere in Dalla parte di Alice. La coscienza e l’immaginario (Mimesis). Pecere sceglie di affidarsi all’opera di Lewis CarrollAlice in Wonderland, pubblicata esattamente 150 anni fa – per spiegare in che modo i mondi che costruiamo con la fantasia influiscano sulla costruzione della nostra identità personale. Alice crea un mondo in cui è capace di entrare e uscire quando vuole, sa che rimanerci troppo a lungo può essere pericoloso, in questo modo ci mostra ciò che le varie teorie elaborate da scienza e filosofia cercano di spiegare in termini generali.

Attorno all’eroina di Carroll il saggio presenta una sorta di canone: romanzi e film collegati tra loro spesso in modo sotterraneo e indiretto. Svolgimenti diversi dello stesso tema, l’avventura nell’immaginario: opere di Flaubert, Proust, Nabokov, DeLillo, Kubrick, Lynch, Miyazaki. Tutte le storie si muovono sempre tra comico e tragico: un’ambivalenza inevitabile. «Una delle caratteristiche più vistose del Paese delle Meraviglie visitato da Alice è il carattere sfuggente, illogico, spesso scontroso e talvolta apertamente minaccioso delle creature che lo popolano», osserva Pecere. Per esempio, a un certo punto Alice incontra anche delle rane. Prima un valletto al servizio della Duchessa, un po’ saccente e indisponente, lo sguardo sempre rivolto verso l’alto. Poi una rana più anziana, vestita di giallo e con due enormi stivali. Alice scambia qualche battuta con loro, ma dopo un po’ decide di andare oltre.

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