Explicit / Fiction

Dialogo senza padre

IL 75 23.10.2015

Il romanzo di Walter Veltroni, storia intima e politica

Walter Veltroni tende sempre a esprimere uno scarto malinconico tra quella che è la realtà delle cose e la sua stessa visione. Veltroni ha sempre mischiato politica e cultura pop, letteratura e cinema, spinto più che da calcolo da un inconscio desiderio: un naturale approccio alla vita che contempla anche tutto ciò che vita non è più, ma che al tempo stesso la nutre e la trasforma, ossia il sogno. Con Ciao (Rizzoli) – un titolo che è un saluto, uno slittamento laterale che non contempla obbligati ritorni, ma che nemmeno presume abbandoni – Walter Veltroni torna al romanzo con una storia intima e fortemente politica (non potrebbe essere altrimenti). È il ricordo del padre, raccontato attraverso una sua improvvisa apparizione. Spesso Veltroni è stato definito un buonista, l’ideologo del buonismo; in realtà – e nelle sue prove romanzesche è ancor più chiaro – Veltroni indica una strada affettiva, ma non nostalgica, il cui percorso attraversa in leggero equilibrio un mondo laterale fatto di piccoli ricordi necessari ad aprire varchi dentro realtà non attraversate, ma ostinatamente possibili.

Quello di Veltroni non è buonismo e non è molle nostalgia, ma rabbia. Una rabbia elaborata razionalmente e sotto controllo (alle volte forse anche troppo) che guarda agli spazi possibili (non a caso un luogo in cui ritrovarsi per Veltroni è il Parco delle prospettive a Villa Borghese) e non si sofferma troppo sulle cose perdute.

Ciao non indaga il dolore della perdita del padre, ma il dolore di una vita vissuta senza di lui esplicitando un dialogo che dura da quando il padre – Vittorio Veltroni – morì pochi giorni dopo il compimento del suo primo anno di vita. E attraverso questo immaginario dialogo prendono forma slanci e parole non dette.

Un confronto serrato tra due tempi e due Italie diverse in cui la seconda – quella che è figlia della prima – si ritrova oggi ad aver attraversato un tempo più lungo facendosi carico di una stanchezza biografica che poco c’entra con le sconfitte subìte, ma con i desideri dimenticati, mancati o semplicemente caduti tra una distrazione e l’altra.

Walter Veltroni Ciao Rizzoli, 2015, 256 pp. 18,50 €

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