Explicit / Non fiction

“P” – Perdono

IL 76 20.11.2015

Enciclopedica

Il perdono è una dote. Una capacità che vola sopra la ragione. Un atto divino, colmo di pathos e forza di spirito. Per arrivare al perdono bisogna saper dimenticare. È un salto mortale. Una sfida che ci avvicina alla santità. Gesù ha assolto i propri assassini. Ma è risorto. Era figlio di Dio. Un privilegiato. È più semplice perdonare tanti nemici che un caro amico, o un grande amore. L’uomo, condizionato dalla caducità della vita, deve fare i conti con l’orgoglio. Con il passato. Le insicurezze, i sensi di colpa, la vergogna. L’essere umano dimentica solo se non ama più. Ma se smette di amare, allora vuol dire che non ha saputo perdonare. In mezzo al conflitto può decidere di comprendere, passare oltre. Ma non riesce a scordare. E il perdono, senza l’oblio, non può esistere. Solamente quello ingiustificato, separato dalla logica, è vero perdono. Una delle più grandi forme poetiche dell’Umanità. Per arrivare a perdonare sul serio è necessario uccidere ciò che eravamo. Rinascere con lo sguardo altrove. Resuscitare, proprio come ha fatto Gesù. 

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