Explicit / Non fiction

Una Wunderkammer sulla storia della curiosità

di Antonio Sgobba
Illustrazioni di MARTA SIGNORI
IL 76 20.11.2015

Il saggio di Alberto Manguel

Le prime collezioni di curiosità risalgono al Medioevo, appartenevano solo a nobili e clero. Nel Cinquecento la pratica si diffonde, nascono le Wunderkammern, camere delle meraviglie raccolte nei viaggi esplorativi. Nel suo Storia naturale della curiosità (tradotto da Stefano Valenti) lo scrittore argentino-canadese Alberto Manguel – libraio, studioso, bibliofilo, in gioventù lettore per il cieco Borges – ricorda e porta avanti questa tradizione: il suo saggio è una raccolta di curiosità sulle curiosità. A fare da guida la Divina Commedia e una domanda inevitabile: «Perché?»

Tra le altre cose Manguel riporta il catalogo del primo museo universitario: l’Ashmolean Museum di Oxford (1683). Ecco l’elenco degli strani oggetti accumulati da due botanici

 

1

Un artiglio di uccello roccia; può sollevare un elefante

2

Una testa di lepre con ruvide corna lunghe otto centimetri

3

Rane pescatrici; una con aculei

4

Guanti da suora

5

Due piume di coda di fenice

6

Uova pasquali di Gerusalemme

7

Dodo delle isole Mauritius

8

Uovo di drago proveniente dalla Turchia

Alberto Manguel Una storia naturale della curiosità Feltrinelli 2015, pp. 464 25 € 

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