Yolo / Musica

Diventare donne, secondo Kim e Kristin

IL 77 18.12.2015

Escono i due memoir di Kristin Hersh e Kim Gordon: due approcci anti-culto della personalità ma completamente differenti

Come e più delle Sleater-Kinney, Throwing Muses e Sonic Youth hanno insegnato alle ragazze degli anni Novanta come si diventa donne. Quest’anno le due leader rispettive, Kristin Hersh e Kim Gordon, pubblicano due memoir così personali e veri da riproporre, nell’era del fame monster, il loro modo completamente diverso di fare le cose.
Don’t Suck, Don’t Die: Giving Up Vic Chesnutt di Kristin Hersh racconta la vita in tour con Vic Chesnutt, uno dei grandi songwriter americani contemporanei, che si è ucciso nel Natale del 2009. Sofferente di disturbo dissociativo dell’identità, Hersh è cresciuta curandosi col litio e con l’agopuntura. Il disturbo le faceva tremare le mani. Anche Chesnutt aveva problemi a suonare la chitarra: era paraplegico. È quindi un libro senza glamour, c’è solo la dolce nauseante ripetitività dei tour.
Stesso approccio anti-culto della personalità per i Sonic Youth: la band no wave / noise / alternative che ruotava intorno al matrimonio più bello della storia della musica, quello fra KG e Thurston Moore. Nel suo memoir Girl in a Band (che esce in Italia per minimum fax a maggio), si parla di quel passaggio da coppia ispirata rimasta insieme 27 anni nel mondo incasinato del rock and roll, convincendo legioni di musicisti dell’esistenza dell’amore coniugale, al passaggio (lo racconta in un’intervista con la radio NPR), a «l’ennesimo cliché di fallimento relazionale-crisi di mezza età del maschio, un’altra donna, una doppia vita». Si parla di cose che finiscono, vite che ricominciano.

Chiudi