Magazine / Cover Story

Roma caput hipster

fotografie di LORENZO MACCOTTA
IL 77 18.12.2015

Bar e cinema, parchi e spazi industriali riutilizzati, mercati rionali e musei: guida alla nuova “coolness” vista Tevere in 10 indirizzi da non perdere

1

Bar San Calisto

Un’istituzione a Trastevere. Il training per la vita bohémien passa da qui. Se n’è ricordato anche Paolo Sorrentino che l’ha celebrato nella Grande Bellezza, dove un’intera sequenza scorre sul pavimento a scacchi del proprietario Marcello Forti. Sembra tutto fermo agli anni Cinquanta. Camerieri inclusi. Tra abitanti del quartiere con gilet multitasche e ragazzi con i pantaloni risvoltati, una Peroni non si nega a nessuno. Sotto le foto di calciatori e pugili, naturalmente vintage, per un amaro bastano ancora un paio di euro.

Piazza di San Calisto, 4 • Tel. 06 583586

2

Cinema Greenwich

Piccolo cinema di Testaccio con una meravigliosa insegna al neon: tre sale e uno stile aspirazionale da “art house film”. Quando Nanni Moretti non sta al Nuovo Sacher di Trastevere, lo si può trovare qui.

Via Giovanni Battista Bodoni, 59 • Tel. 06 574 5825

3

Cohouse Pigneto

Ristorante e food market ogni terza domenica del mese. È un posto che vorrebbe comparire in una scena di “Shame” di Steve McQueen e geolocalizzarsi nel Meatpacking District. Per soci, ma non per tutti.

Via Casilina Vecchia, 96 • cohouse-roma.com

4

Ex Cartiera Latina, Parco Regionale dell’Appia Antica

Se Roma è una delle città al mondo dove è più facile sentirsi in vacanza anche se ci sei nato è perché puoi andartene a passeggio sull’Appia Antica, tra catacombe, pezzi di acquedotto e mausolei. Un buon punto di partenza è l’ex Cartiera Latina: stabilimento dismesso nel 1986 oggi sede del parco. Ospita mostre (sotto, le sculture di carta di Nobushige Akiyama), una biblioteca e il punto di noleggio delle bici.

Via Appia Antica, 42 • parcoappiaantica.it

5

Giardino degli Aranci

L’antico orto dei padri Domenicani della vicina Santa Sabina è oggi un terrazzo coltivato di aranci e pini. Ci si va per innamorarsi o per farsi lasciare. (Se vi dicono Parco Savello, venite qui). È sull’Aventino, il colle più bello, e da lì si guarda il centro da così vicino che pare di cadere.

Via di Santa Sabina • sovraintendenzaroma.it

6

Maxxi

Laboratori per famiglie (a destra, quello della mostra “Transformers”), spettacoli, incontri. I romani più che visitarlo lo frequentano. La complicata striscia di cemento di Hadid non annoia mai. Il suo giardino è la nuova piazza di Roma. E con Enel la collezione permanente è gratis.

Via Guido Reni, 4A • fondazionemaxxi.it

7

Mercato Metronio

Il mercato coperto con annessa autorimessa è un’opera del 1957 dell’ingegnere Riccardo Morandi, pioniere del cemento armato precompresso nell’Italia della ricostruzione. Chi si batte contro la sua chiusura – uno spettro che si aggira negli ultimi tempi sui mercati rionali romani – ne loda soprattutto «le spettacolari rampe elicoidali e la pieghettatura della facciata». Se tuttavia non siete cultori della materia architettonica, cercate il Vintage Show di Evette. Per scarpe e cappelli d’antan.

Via Magna Grecia

8

Rampa Prenestina

Spazio culturale gestito da un consorzio di artisti, nasce come magazzino del Teatro dell’Opera (la rampa elicoidale serviva per il trasporto delle scenografie), è stato scuola e alloggio per sfrattati. Tra concerti, dj set, street art e laboratori teatrali, è il nuovo Colosseo.

Via Aquilonia, 52 • rampaprenestina.wordpress.com

9

Sora Margherita

Un buco. Neanche dieci tavoli, con le tovaglie di carta. Ma ogni mattina le fettuccine all’uovo si preparano fresche e i carciofi alla giudia andrebbero esposti senza patemi al MoMA di New York. Per completare il giro del Ghetto, si possono provare anche da Giggetto, in Via del Portico d’Ottavia.

Piazza delle Cinque Scole, 30 • Tel. 06 6874216

10

Teatro India

Si chiama India per fare il paio con l’Argentina, di cui è il fratello minore. Nato nel 1999 sulle spoglie dello stabilimento Mira Lanza, vicino al Gazometro, è un luogo vocato alla contaminazione: per esempio, il “Lear” scritto da Edward Bond nel 1971, che Lisa Ferlazzo Natoli porta in scena fino al 20 dicembre in prima nazionale (a destra, un momento delle prove), si accompagna anche a una mostra, sull’esterno del teatro: “Wallonwall”, fotografie di frontiere di Kai Wiedenhöfer.

Lungotevere Vittorio Gassman, 1 • teatrodiroma.net
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