Come sarà il nuovo film con Clooney? Nell'attesa una breve guida alla filmografia di Joel e Ethan. I precedenti non sono tranquillizzanti: quando hanno avuto in mano grandi budget, non sempre i risultati sono stati indimenticabili.

Sui film di Joel e Ethan Coen si finisce facilmente a dibattere se una pellicola faccia parte del tal genere o dell’altro, se predomini il noir, la commedia o il dramma in quel repertorio di toni e cifre stilistiche che ormai si riassume nel loro nome, assurto a etichetta, o brand: i fratelli Coen, o anche semplicemente i Coen, per i più pigri. Dire fratelli Coen è come dire tarantiniano, ma nel loro caso ci si riferisce a qualcosa di più sfuggente, film che nascono da un misto di tradizioni cinematografiche che è altrettanto citazionista ma meno sfrontato, una mescolanza di ingredienti fatta in dosi più sottili e in combinazioni meno prevedibili che nei film di Quentin Tarantino. Ognuno ha il suo preferito tra i tanti titoli realizzati in più di trent’anni di collaborazione, tra il surreale Barton Fink, la carrellata di personaggi grotteschi de Il Grande Lebowski o il neo western contemplativo di Non è un paese per vecchi, ma tutti sembrano d’accordo su quali siano i (pochi) venuti male, quelli da non rivedere mai. Gli appassionati fanno sempre spallucce sulla superficialità della commedia romantica tra divorzi miliardari Prima ti sposo poi ti rovino, o la burla criminale Ladykillers, entrambi dei primi anni Duemila; ma la vera macchia della filmografia dei due fratelli è Mister Hula Hoop (1994), la storia di un idiot savant che nel 1958 finisce a capo di una grande industria inventando appunto il magico cerchio di plastica amato da tutti, in barba agli arcigni membri del consiglio d’amministrazione che lo volevano solo come prestanome senza cervello.

Con gli altri due film sbagliati ha in comune la realizzazione in forte chiave screwball comedy, tra gag, equivoci e incidenti a ripetizione. Quello che lo distingue è l’entità della produzione, a oggi il film dei Coen più costoso e il peggiore incasso della loro carriera, oltre al peggior saldo negativo anche presso la critica. Di questi tempi si è tornato a parlare di Mr Hula Hoop a proposito del loro prossimo, Ave, Cesare! (in Italia il 10 marzo), una storia ambientata ai tempi dell’età d’oro hollywoodiana in cui si seguono le gesta di un tuttofare degli studios (Josh Brolin) mentre la superstar di un nuovo peplum sull’antica Roma (George Clooney) viene rapito da ignoti. Scarlett Johansson, Channing Tatum, Jonah Hill, Ralph Fiennes e Tilda Swinton tra gli altri nomi noti nel cast affollatissimo, per una produzione che di Mr Hula Hoop ripropone la ricchezza scenografica, il tono farsesco e l’omaggio al cinema americano più classico.

Dal 2000 al 2013

In “Fratello, dove sei?” si trova la prima collaborazione tra George Clooney e i fratelli Coen: l’Odissea rivissuta negli States degli inizi del XX secolo. Tra i picchi di questi anni “Non è un Paese per vecchi” si fregia di quattro Oscar: miglior film, miglior regia, miglior sceneggiatura non originale, miglior attore (Javier Bardem). “A proposito di Davis” è stato spesso considerato un film minore, in realtà è una commedia di assoluta qualità.

A proposito di Davis (2013)

Il Grinta (2010)

A Serious Man (2009)

Burn After Reading (2008)

Non è un paese per vecchi (2008)

Ladykillers (2004)

Non è un paese per vecchi (2008)

Prima ti sposo, poi ti rovino (2003)

L’uomo che non c’era (2001)

Fratello, dove sei? (2000)

L’uomo che non c’era (2001)

Dagli esordi al 1999

Gli esordi risalgono a più di 30 anni fa, con la giovane esordiente Frances McDormand in “Blood Simple” nel 1984. Degli anni Ottanta “Arizona Junior” si ricorda ancora, “Fargo” è una delle pietre miliari degli anni Novanta, con tanto di revival seriale arrivato ai giorni nostri, mentre “Il grande Lebowski” è diventato un culto, letteralmente: c’è una vera e propria religione, il dudeismo, fondata sullo stile di vita del personaggio di Jeff Bridges: The Dude (Drugo, nella versione italiana).

Il grande Lebowski (1998)

Fargo (1996)

Mister Hula Hoop (1994)

Barton Fink (1991)

Mister Hula Hoop (1994)

Crocevia della morte (1990)

Arizona Junior (1987)

Blood Simple (1984)

Arizona Junior (1987)

Tra tuniche e gladiatori, coreografie acquatiche e numeri in stile Fred Astaire, Ave, Cesare! riporta la commedia a tutto acceleratore nella produzione dei Coen dopo una serie di opere crepuscolari: i drammi privati sempre in bilico tra la sofferenza e il ridicolo di A serious man o di A proposito di Davis, come la dolenza del remake western Il Grinta, raccontano storie fatte di molti silenzi, film asciutti dove le scene sembrano cesellate, piuttosto che orchestrate. Paradossalmente i loro lavori più criticati sono anche tra quelli più esplicitamente cinefili, film in cui gli omaggi contano più della costruzione dei personaggi, e la forte maniera previene qualsiasi forma di senso di ineffabile. Al contrario le loro opere più recenti sono elusive, come trattenute, la storia che si costruisce con la stessa apparente incoerenza della vita reale. Dopo aver celebrato malinconicamente l’esperienza del fallimento con il racconto da camera sul cantante folk Llewyn Davis, i fratelli Coen tornano a fare un cinema da grande pubblico, con una commedia che prende in giro l’industria cinematografica di cui fanno parte loro stessi. Forse lo scavo intimo degli ultimi anni è stato per loro un processo necessario per ritrovare la confidenza di prendere il megafono in mano in un enorme teatro di posa pieno di star, costumi e scenografie luccicanti. Proprio come si faceva una volta.

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