Centinaia di modelli e modelle, Vanessa Beecroft, la linea di vestiti, un videogame per la madre e “The Life of Pablo”. Tutto West, condensato in poche ore, e senza Lexapro

Liberando infine l’universo dalle ambasce, il settimo album di Kanye West ha visto la luce. Negli ultimi giorni sussulti e ripensamenti per il grande lancio si sono susseguiti a ripetizione. Il Genio era nella fase liberatoria del distacco da quello che nel frattempo aveva etichettato come «il disco più bello del mondo» e non passava giorno che il suo tormento non producesse novità, lasciandoci nella costante incertezza di avere a che fare col più raffinato visionario del marketing musicale, o con un inguaribile rompiscatole. Comunque, dopo aver tra le altre cose cambiato il titolo dell’album ancora due volte – dall’originario SWISH, si è brevemente transitati per Waves, approdando all’ultimo momento a un sobrio e inspiegabile The Life of Pablo – Kanye ha infine svelato al mondo il contenuto della sua creatura, peraltro ormai quasi tutto già noto, per le settimanali anticipazioni da lui stesso gestite.

L'installazione di Vanessa Beecroft

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Nell’occasione, comunque, West si è abbandonato alla grandeur: ha affittato il Madison Square Garden per il pomeriggio dell’11 febbraio, ha arruolato la celebratissima art performer Vanessa Beecroft e le ha affidato i visual dell’evento, nel quale, tanto per ottimizzare, ha abbinato alla presentazione del disco, quella della sua nuova linea del marchio di moda Yeezy Season 3 di cui è titolare. Beecroft deve aver avuto a disposizione un budget consistente: ha infatti riempito il parterre dell’impianto di centinaia di modelle e modelli, invitati a restare immobili ma rilassati, con lo sguardo fisso e l’aria seria, secondo il canone ormai consolidato delle sue performance. Poi, su due piani inclinati e sopraelevati ha sistemato da un lato le donne e dall’altro gli uomini, tutti afroamericani, badando che i loro sguardi non s’incrociassero, lasciando libertà d’interpretazione del messaggio e giocando sulla bellezza dei corpi e sul cromatismo degli abiti, tutti sulla scala delle tinte calde della terra. Infine lui, il vero Yeezus, è entrato circondato dalla crew, portando con sé il cd come un’ostia consacrata, l’ha infilato in un lettore e ha dato il via alle danze, per la gioia del pubblico modaiolo che popolava gli spalti del Garden. Star come Naomi Campbell o il rapper Young Thug facevano la loro apparizione sulle piattaforme sopraelevate della Beecroft, Kanye dava l’impressione di divertirsi moltissimo, assecondato dal consenso dei suoi docili chaperon e il tutto veniva diffuso in diretta streaming da Tidal, il portale musicale col quale l’artista è in affari.

La performance al Garden

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Modelli immobili ma rilassati

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La registrazione della serata è ancora visionabile sul sito e permette di assaporare nella sua interezza la scaletta di The Life of Pablo, una summa dell’idea musicale di West, animata da una perenne autocontemplazione interiore e da una macroscopica descrizione delle sue emozioni e delle sue reazioni a ciò che gli accade attorno. Il risultato è tetro e affascinante, ipnotico e solipsistico, da prendere (a dosi limitate) o da lasciare per sempre. La stessa atmosfera che trasuda da questo pre-serale al Madison: elegante ma così posato, estetizzante e fastidiosamente celebrativo, con questo contributo della Beecroft che, ripetendosi a gettone, rende modulari le sue intuizioni d’uso performativo dei corpi, e alla fine con un sapore di provincialismo arricchito che dai quartieri periferici della Big Apple, occupa Manhattan facendo volare il suo potere d’acquisto.

Le Kardashian

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Una platea alla quale Kanye ha pensato utile presentare anche la sua ultima stravagante idea: Only One, il videogioco dedicato all’ascesi in paradiso della sua amatissima mamma (del quale c’è un clip promozionale folle e suggestivo). Questo è il Kanye-mondo: ci si veste bene, ci si comporta in modo bizzarro e creativo, si tengono d’occhio il valore virale dei propri gesti e i giudizi degli altri. Paradossalmente, a fianco a un talento moderno e a tratti commovente, tutto ciò sembra disseminato di grande insicurezza. Del resto non è Kanye ad aver cercato rifugio in un clan temibile come quello delle sorelle Kardashian? E non è lui che dedica un pezzo di The Life Of Pablo a raccontarci la sua più recente e importante decisione: farla finita con le gocce di Lexapro, l’antidepressivo che tutti i giorni lo faceva sentire così strano.

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