Yolo / Musica

Sul palco, a febbraio

02.02.2016

Il ritorno dei Massive Attack, l'epopea londinese dei Maccabees e il triplete elettronico Disclosure/Hurts/Junior Boys. L'agenda dei concerti del mese

Youth Lagoon

Savage Hills Ballroom, il terzo disco di Trevor Powers, è uscito lo scorso settembre. Dall’emotività sognante degli inizi siamo passati a più strumenti, più produzione, più forza. L’artista (notevole) è uscito dalla sua cameretta. Abita nell’Idaho, va per i 27.

17 febbraio – Magnolia, Milano
18 febbraio – Monk, Roma
19 febbraio – Covo, Bologna

The Tallest Man on Earth

L’uomo più alto della Terra si chiama Kristian Matsson e ha la testa rivolta all’indietro e all’America folk. È svedese, è belloccio. Suona la chitarra acustica e ha la voce arrochita al punto giusto. Era già passato dall’Italia lo scorso ottobre (a Milano), ci torna questo mese per tre date.

12 febbraio – Hiroshima Mon Amour, Torino
13 febbraio – Quirinetta, Roma
15 febbraio – Estragon, Bologna

Junior Boys

Ci provano in tanti, ma nessuno riesce a combinare le suggestioni del pop elettronico anni Ottanta (dai Depeche Mode ai Visage, diciamo) in un modo così raffinato e compiuto come loro. Jeremy Greenspan e Matt Didemus arrivano dal Canada, che si conferma terra prodiga di talenti. Così simili a tante cose già sentite, così unici. Il loro quinto album, Big Black Coat, esce in questi giorni.

19 febbraio – Magnolia, Milano

The Maccabees

Il quintetto londinese è arrivato al suo quarto album, Marks to Prove it, a proposito del quale – per varie ragioni – sono stati spesi interessanti paragoni con gli Arcade Fire di The Suburbs. L’impressione, però, è che l’accoglienza non sia stata equanime: è un bell’album, carico di sfumature fosche e malinconiche. Hanno una buona reputazione dal vivo.

3 febbraio – Fabrique, Milano

Disclosure

Settle, il primo album dei fratelli Guy e Howard Lawrence, è stato un successo mostruoso; Caracal, il secondo, ne ricalca la formula senza sorprese e senza picchi degni di nota (salvo rare eccezioni, tra cui il singolo Jaded). Arrivano in Italia per una sola data, a Milano: un concerto fissato in modo improvvido al Fabrique e poi spostato tra le gradinate del Forum, più adatto a contenere la loro fama.

16 febbraio – Forum, Milano

Hurts

Una malcelata ambizione, l’estetica patinata in bianco e nero che fa molto minimalismo anni Novanta, tanti coretti “oh oh oh” a farcire i loro brani votati al synth-pop. Francamente, Theo Hutchcraft (voce) e Adam Anderson (tastiere) hanno preso una china discendente che li ha portati a sbattere. Hanno sempre avuto un grande seguito, anche dalle nostre parti. Tre dischi alle spalle.

23 febbraio – Alcatraz, Milano

Massive Attack

Cinque anni (di silenzio) e non sentirli. Ritual Spirit è l’EP che segna il ritorno sulle scene di Robert del Naja e Daddy G. Ne seguirà un altro, poi entro il 2016 arriverà l’album – che, se queste sono le premesse, si preannuncia grandioso. In uno dei brani c’è anche Tricky, il vecchio compagno di merende. Tre appuntamenti da non perdere.

12 e 13 febbraio – Fabrique, Milano
14 febbraio – Gran Teatro Geox, Padova

!!! (Chk Chk Chk)

Vent’anni di carriera, sei dischi. A tenere alto il vessillo del – come dire – indie/funk/punk/disco sono rimasti solo loro; gli altri (Radio 4, Rapture, LCD Soundsystem…) hanno gettato la spugna. Tutte band di una scena “rumorosa” newyorkese pre-isteria hipster.

24 febbraio – Magnolia, Milano
25 febbraio – Spazio211, Torino
26 febbraio – Monk, Roma
27 febbraio – Covo, Bologna

Rover

Fisicamente, è un ibrido tra Antony degli Antony and the Johnsons e Paul Banks degli Interpol; musicalmente, sta a metà tra David Bowie e The Divine Comedy. Timothée Régnier è nato a Parigi, ha 36 anni ed è cresciuto a New York, dove è andato al liceo con i futuri Strokes. Un artista dallo charme elegante e nostalgico, secondo Le Monde.

9 febbraio – Biko, Milano
10 febbraio – Monk, Roma
11 febbraio – Hiroshima Mon Amour, Torino
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