Sessantatré designer di tutto il mondo: nella categoria "transformative" c'è il nostro art director Francesco Franchi

Tra prototipi sperimentali, giochi interattivi, installazioni di alta moda, interventi architettonici, si è inaugurata il 12 febbraio al Cooper Hewitt, la mostra “Beauty—Cooper Hewitt Design Triennial”. Più di 250 opere di 63 designer da tutto il mondo esposte sui due piani dell’unico museo degli Stati Uniti interamente dedicato al design, parte del circuito dello Smithsonian Institute. La mostra è divisa in sette sezioni: extravagant, intricate, ethereal, transgressive, emergent, elemental e transformative. In quest’ultima sezione sono esposte le pagine di IL e altri lavori firmati da Francesco Franchi, art director della nostra rivista.
Il filo conduttore delle opere definite “trasformative”? «Materiali, vocabolari o forme familiari assumono nuove e sorprendenti identità», spiegano le curatrici Andrea Lipps e Ellen Lupton.

Cooper Hewitt Smithsonian Design Museum

Cooper Hewitt Smithsonian Design Museum

Cooper Hewitt Smithsonian Design Museum

Cooper Hewitt Smithsonian Design Museum

Cooper Hewitt Smithsonian Design Museum

Cooper Hewitt Smithsonian Design Museum

Cooper Hewitt Smithsonian Design Museum

Cooper Hewitt Smithsonian Design Museum

Cooper Hewitt Smithsonian Design Museum

Cooper Hewitt Smithsonian Design Museum

«Ospitando le opere recenti da parte delle voci più rilevanti nella scena del design globale, “Beauty” espande il discorso sul potere trasformativo dell’innovazione estetica», spiega Caroline Baumann, direttrice del museo. «La mostra celebra il design come sforzo creativo che impegna mente, corpo e sensi attraverso opere dalla forma sbalorditiva e dalla funzione inaspettata». “Beauty” è la quinta delle esposizioni triennali del Cooper Hewitt inaugurate nel 2000. La mostra sarà aperta fino al 21 agosto 2016, per poi spostarsi a ottobre al San Jose Museum of Art.

Chiudi