Yolo / Serie TV

Il mondo dopo Breaking Bad (anzi prima)

23.02.2016

Non perdetevi la seconda puntata di “Better Call Saul” su Netflix

Su Netflix è in onda la seconda puntata della seconda serie di Better Call Saul, il prequel di Breaking Bad che racconta la storia, marginale ma umana, dell’azzeccagarbugli mezzo criminale Saul Goodman, una delle spalle fondamentali di Walter White.
Nella terza scena dell’episodio, Kim e Saul/Jimmy (Saul Goodman è un nome d’arte) chiacchierano del più e del meno dopo una riunione di lavoro. Lui ha lasciato la professione per un po’, dopo aver faticosamente conquistato un posto nello stesso studio di Kim, e ora è tornato a lavorare per un grosso cliente dello studio: quindi i due si incontrano per la prima volta in situazione lavorativa da quando hanno smesso, non senza dei grossi non detti, di lavorare insieme. Insomma, in sostanza non sanno se cominciare una relazione o meno. Lei ha molta più classe di lui, ma si vede che si intendono benissimo, che lui con lei mostra un lato vero e bello che in Breaking Bad avrà perso – il che rende questa serie struggente perché tutta vista col senno di poi.

La luce illumina solamente la camicetta blu di Kim, che non è rivolta a lui direttamente, mentre spartiscono una sigaretta, ma è appoggiata delicatamente sul corpo come un lenzuolo. Non è oggettificazione della donna, perché nella scena prima abbiamo visto Kim scambiare di nascosto l’ordine dei posti in sala riunioni per capitare vicino a Jimmy/Saul. Fin qui lei l’ha mal sopportato come amante, e ora in questo tocco vediamo per la prima volta che comincia a stimarlo. Durante la riunione gli sfiora il piede. Infine, escono a fumare. Lei gli chiede come va il lavoro a Santa Fe e lui le dice che sta pensando di comprare casa. Lei ci rimane male, perché è lontano da Albuquerque, ma lui dice che la comprerebbe a metà strada. Cominciano a discutere di quanto sarebbe una buona idea: molto terreno, ambienti tipo loft per non turbare il chi, e i cavalli… E lei dice, di colpo: «Dovremmo comprarci uno di quegli affumicatori. Potremmo fare dei barbecue senza fine». E lui, dopo una pausa, con un sorriso: «Sì, dovremmo prendere un affumicatore. Be’, devo andare al concessionario, mi danno la macchina aziendale».

È una bellissima scena d’amore, ma non solo: è una scena su un uomo e una donna che contrattano qualcosa che già condividono. Che è ciò che mancava in tutta l’impresa di samurai repressi che era Breaking Bad. Better Call Saul sembra una serie molto meno ambiziosa, ma conviene guardarla, potrebbe dare molto di più del solito antieroe, del solito complicatissimo equivoco.

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