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“R” – Ricordo

IL 78 19.02.2016

Enciclopedica

Il ricordo è molto simile alla fiaba. Si basa su eventi accaduti e si nutre di fantasia. È composto da immagini, da frasi  stampate nella mente; da odori e da sapori, potenti come bacchette magiche. Dietro ai nostri occhi vive l’intimità. Un mondo virtuale, segreto, capace di contenere centinaia di suoni, di paure, di emozioni. Il ricordo è alle spalle. L’anima si gira a cercarlo. Ricordare vuol dire mantenere in vita il passato.

Dimenticare uccide parte di ciò che siamo. Perché noi siamo, ogni giorno, l’opera finale di quello che è stato. La memoria ci aiuta a non perdere la strada già percorsa, e ci indica la strada da calpestare. Sprovvisti di passato saremmo tutti parziali. Come un cioccolatino senza ripieno, una casa senza pareti, un albero senza tronco. Unidimensionali, come Gatto Silvestro quando viene schiacciato dal tritasassi.

Viviamo non solo nelle immagini della nostra memoria, ma anche nei ricordi degli altri, che allontanandosi da noi, con la morte o con l’indifferenza, ci tolgono il piacere di esistere oltre il nostro confine. La memoria è la madre dell’arte. È il segno del tempo che scorre. Non vale mai la pena di vivere, se non si può ricordare. Che siano belli o brutti, i ricordi sono quanto resta di quello che non c’è. 

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