Journal / Auto

Suv senza esagerare

IL 78 19.02.2016

Per quelli che vogliono un macchinone, ma anche non dare troppo nell’occhio

Quattro gradi di understatement. Premesso che ognuno dovrebbe avere il diritto costituzionale a un Suv (probabilmente il governo Renzi colmerà la lacuna legislativa), è giusto che troviamo quello più adatto a noi. Prendendo come vertice della piramide della visibilità la Porsche Cayenne, si può scendere agevolmente trovando sul proprio cammino la Range Rover, per simulare pic-nic a Windsor o Glastonbury anche se poi ci si troverà più spesso in Val Trompia; e facendo un altro piccolo saltello verso il basso e l’understatement, ecco l’Audi Q7, equivalente di un blazer Brooks Brothers, va su tutto e non impegna, e ci si sente subito Giorgio Gori a Bergamo Alta. Scendendo ancora, ecco la nuova Ford Edge, nuovo suvvone “top di gamma” – come si dice – che dovrebbe diventare l’anti Q7 per ceti medioalti molto attenti al basso profilo. Se ritenete che non si debbano girare anche i semafori quando passate, se non volete che l’Agenzia delle Entrate si interessi a voi più che alla chiesa di Ron Hubbard, ecco l’auto per voi.

Elegante, lunga 4,81 metri e larga 1,93 metri, è equipaggiata di serie con i cerchi di lega 19”, i cristalli posteriori oscurati, i fari automatici con funzione antiabbagliamento, il climatizzatore automatico bi-zona, sette airbag (incluso quello per le ginocchia del guidatore) e il cruise control, a cui si aggiungono i sistemi di riconoscimento della segnaletica stradale, del mantenimento di corsia, di monitoraggio dell’attenzione del guidatore e quello di frenata automatica con assistenza pre-collisione e riconoscimento dei pedoni. Insomma, tanta roba, spendendo quasi ventimila euro in meno rispetto all’Audi, la metà rispetto alla Range. Il “massimo dei minimi”, avrebbe scritto la rivista di culto anni Ottanta, AutoCapital, ma neanche tanto, è un’auto di sostanza ideale per cicli di crisi, anche per maschi in crisi di mezza età.

Da ordinare nella versione Titanium, pluriaccessoriata, che comprende le barre sul tetto, lo sbrinatore Quickclear, volante e sedili riscaldabili, portellone posteriore ad apertura automatica, telecamera posteriore, sistema di riduzione attiva del rumore, navigatore satellitare con radio Dab, nove altoparlanti, presa Usb e Aux. Investite poi negli optional, va bene l’understatement ma non fate i pulciari: sarà sempre meglio che spendere in cartelle delle tasse: ecco il tetto panoramico a 1.500 euro, il sistema di parcheggio semi-automatico (250 euro), i fari adattivi a led con funzione antiabbagliamento (1.500 euro), la telecamera anteriore a 180°. Per chi vuole la pelle full in tutto l’abitacolo vanno conteggiati altri duemila euro (ma include sedili elettrici anteriori con funzione memory, come quella dei materassi). Da scegliere grigio antracite o “canna di fucile”, come si diceva una volta. È disponibile con qualunque motorizzazione purché con il 2.0 turbodiesel (cit.). Consuma poco, intorno ai 5,8 litri per cento chilometri, ma a voi non interessa, non siete quel tipo di persone, voi volete solo non dare nell’occhio, e non risparmiare sul gasolio, giusto?

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