Yolo / Serie TV

La migliore serie comica del momento

30.03.2016

Patrik Giardino

Superata la metà della terza stagione possiamo dirlo: né “Love” né “Master of None” raggiungono l'originalità di “Broad City”

Broad City è la serie hipster americana più divertente e sottovalutata del momento. Specie se confrontata a Love e Master of None, due serie hipster con un successo di pubblico e critica in Italia decisamente maggiore. Su Comedy Central sta andando in onda la terza stagione, come nelle precedenti si parla dell’amicizia tra Ilana e Abby in una New York povera ma non squallida. In America la loro comicità femminista e per fattoni (o se preferite “cannabis aficionados”) è presa sul serio e l’autenticazione passa anche dai camei di Hilary Clinton e Whoopy Goldberg (vestita come in Sister Act che canta prendendo a schiaffi un personaggio antipatico). Broad City non ha il sentimentalismo generazionale e i vezzi di Love pur parlando della stessa generazione in modo non cinico, e parla della contemporaneità in maniera altrettanto efficace di Master of None, che però diventa spesso noiosa.
Nella quinta puntata della stagione in corso Ilana deve organizzare una festa a pagamento ma ha un topo in giro per il salotto. Ilana è il detonatore di femminismo della serie va in ufficio con una felpa rossa per cani che le va minuscola e quando il capo le chiede di coprirsi lei sparisce e torna con la pancia colorata di rosso a pennarello, è in una coppia aperta con un dentista afroamericano (il comico rallentato Hannibal Buress) e quando è in bagno in ufficio canta «I shit, I shit, I shit».
Per evitare che il topo le rovini la festa e la gente le chieda indietro i soldi, ha la pensata di prendere un gatto. Ma appena liberato nella festa, anziché dare la caccia al topo il gatto finisce a farsi accarezzare dai partecipanti fatti d’erba. «Dai inventati un piano, fai un casino. Come Tom e Jerry», dice Ilana al gatto. Poi realizza: «Oh mio dio, i media! Hanno ridotto persino i gatti a uno stereotipo».
Broad City non trasforma i suoi personaggi in macchiette perché il progressismo della serie non viene mai tematizzato per più di qualche secondo (mentre in Master of None puntate intere sono costruite intorno a un determinato statement). Ilana e Abby sono femministe nel senso che vivono le difficoltà di un mondo pieno di simboli maschilisti e in cui le donne vengono effettivamente pagate e valutate meno degli uomini.

Nella prima puntata della nuova stagione, Ilana perde la chiave della catena della bici, che per qualche motivo tiene legata intorno alla vita (per qualche motivo ha un casco con attaccata una parrucca di ricci rosa, se è per questo). Il lucchetto enorme le copre la zona genitale facendo sembrare la catena una cintura di castità. Il fidanzato si propone di aiutarla a toglierla: «Sai, in quanto donna penso sia importante che mi sbarazzi di questa catena da sola». A casa Ilana si fa aiutare da Abby con un lubrificante, ma per sfilarsi la catena Ilana finisce comunque con il seno (nudo ma pixelato) leggermente ferito.

Il successo di Broad City e delle altre serie comiche a cui viene paragonato (Louie, Transparent) può essere spiegato come un ritorno al minimalismo, alla vittoria della naturalezza sulla struttura. Se Love e Master of None descrivono l’inizio di una storia nell’arco di tutta una stagione, e sono storie più o meno convenzionali, Broad City offre più di una versione dell’amore contemporaneo, tutte comiche ma realistiche. Mentre Ilana cerca di cacciare il topo dalla festa, e Abby incontra ragazzi conosciuti su Tinder, il coinquilino gay di origini sudamericane in uno slancio di sincerità dice a un ragazzo con cui sta flirtando che i baffi che porta lo fanno sembrare un pedofilo. Il ragazzo va in bagno e poco dopo torna senza baffi. «Mi piaci di più così» gli dice il coinquilino. «Sì anche io mi piaccio di più», risponde quell’altro. «Sono contento di avertelo detto» dice il coinquilino, stupito che una cattiveria possa aver avuto una buona conseguenza. I due si baciano.

Broad City è la serie comica più originale di questi anni, con un ritmo da cartone animato e i personaggi più “veri”. Forse il suo scarso successo in Italia è dovuto proprio alla troppa originalità, in poche parole è troppo nuova. Meglio i personaggi repressi di Love e gli amici senza lavoro ma con case da sogno di Master of None.

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